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Sette aziende occuperanno lo spazio bianco

Non appena sarà liberata la frequenza definita "spazio bianco" la commissione federale per le comunicazioni statunitense ha sentenziato che un consorzio di sette compagnie IT avrà il compito di stabilire standard aperti per nuovi servizi per i consumatori

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Non è ancora chiaro quando sarà formalmente liberato, ma non appena sarà stata effettuata la transizione dalla tv analogica a quella digitale il cosiddetto “spazio bianco” diventerà disponibile e un consorzio di sette aziende ha già in mente un progetto per organizzarne l’uso.

Si tratta di un trust di colossi provenienti da diversi settori: Comsearch, Dell, Google, HP, Microsoft, Motorola e NeuStar. Tutti uniti nel White Spaces Database Group per cercare di fare un uso virtuoso di quella risorsa eterea, un uso che stabilisca formati e protocolli aperti a tutti e assolutamente non proprietari, come del resto ha stabilito la Federal Communication Commission quando ha autorizzato l’uso dello spazio.

Teoricamente lo spazio bianco esiste perchè si voleva creare una zona d’interstizio tra le frequenze adiacenti che vengono utilizzate per le trasmissioni televisive (così da evitare interferenze ed assicurare la qualità delle singole licenze). Con le prime sperimentazioni si è però capito che è possibile usare la parte dello spettro in questione senza interferire con le altre comunicazioni e dunque la FCC ha deciso di metterlo a disposizione per altri servizi ai consumatori.

L’utilizzo principale sarà «Un WiFi sotto steroidi» ha spiegato il capo della FCC, Kevin Martin: «sarà possibile aumentare la connettività wireless e ispirare la creazione di nuove categorie di servizi per la rete destinati ai consumatori». Già sembra che sia idea di Google e Microsoft la possibilità di impiegare lo spettro per il broadband cellulare. Così facendo, grazie anche alle potenzialità della geolocalizzazione, si avrà anche la certezza di non interferire con le altre frequenze dello spettro di quella determinata regione da cui si comunica.

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