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I mancati guadagni del falso Steve Jobs

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Se non ce l’ho fatta io, non ce la farà nessuno. E “io” sta per Dan Lyons, giornalista divenuto noto (toh, a volte, il destino…) per la sua attività di blogger. Dan Lyons è conosciuto ai più come il falso Steve Jobs, colui il quale ha ideato e curato un blog di enorme notorietà in tutto il mondo. Ma la notorietà non è bastata. I link non sono bastati. La fama ed il successo non sono bastati. Non sono bastati nemmeno 1.5 milioni di visitatori al mese e 10/20 post al giorno. Dan Lyons, infatti, ha dichiarato che in tutta questa avventura è riuscito a guadagnare qualcosa come 1000 dollari.

È un atto di sconforto quello di Lyons: se il suo blog, curato con tanto impegno e cresciuto con cotanti risultati, non è riuscito a diventare una macchina da soldi, chi allora mai potrà?

PcWorld ha riportato la vicenda proponendo 2 punti di vista opposti e complementari:

  • Lyons ha torto. Dietro il successo monetario di un blog c’è molto altro: marketing, presenza sui siti che portano traffico, capacità varie che vanno oltre la sola stesura dei post;
  • Lyons ha ragione, perchè i maggiori 100 siti al mondo raccolgono l’80% del traffico: il resto è lasciato ai milioni e milioni di blog esistenti, i quali debbono spartirsi le briciole.


Lyons, insomma, ha in parte torto ed in parte ragione. La sua tesi è basata sul vil danaro, mentre altri teoremi di valutazione sui blog propendono piuttosto (con meno coraggio) per un bilancino sul quale vengano messi anche relazioni sociali, rapporti professionali, nuove opportunità e tutta una serie di altri riflussi indiretti più o meno voluti e cercati.

Il falso Steve Jobs è dunque un ottimo blogger, ma un pessimo Steve Jobs: non ha saputo far fruttare la sua creatura. La colpa? Secondo lui la colpa è del sistema, secondo il sistema è colpa sua.

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