QR code per la pagina originale

Zuckerberg: Facebook non è un buco nero

The Consumerist si è scagliato contro Facebook evidenziando alcuni taciti cambiamenti nella policy del servizio, cambiamenti tali per cui ogni contenuto postato diventa ad uso e consumo del social network. Zuckerberg ha risposto e negato con forza

,

Facebook non è il buco nero della privacy, che tutto assorbe e nulla restituisce. Dopo le accuse del The Consumerist, Facebook può sventolare due diversi post per spiegare quanto successo, ma è soprattutto l’ultimo post di Mark Zuckerberg a togliere il maggior numero di punti interrogativi su una vicenda esplosa in appena 24 ore, spenta grazie ad un intervento repentino, ma destinata ad un ulteriore strascico polemico.

Tutto inizia con l’accusa del The Consumerist e si basa su un tacito cambiamento dei Termini del Servizio che regolamentano i rapporti tra il gruppo ed i suoi utenti. Alcune righe, in particolare, sarebbero cambiate negli ultimi giorni e le parole adoperate nella nuova formula sembrano delineare qualcosa di sostanzialmente diverso rispetto alla situazione precedente. The Consumerist, in particolare, punta il dito contro le seguenti indicazioni comprese nella nuova formula: «Devi concedere a Facebook l’irrevocabile, perpetua, non esclusiva, trasferibile […] licenza internazionale ad usare, copiare, pubblicare, […] modificare, tradurre, adattare, […] e distribuire ogni contenuto postato su o in connessione con Facebook». Tali parole vanno interpretate in considerazione del fatto che i Termini del Servizio ammettono anche che i contenuti inviati vengano trattenuti da Facebook anche nel caso in cui un utente cancelli il proprio account. Unendo i due postulati, infatti, ne esce un sistema che fagocita contenuti e non restituisce alcunché, impedendo agli utenti di gestire anche i propri stessi diritti (Facebook si arroga il diritto di farne uso libero).

Inevitabilmente l’attacco frontale a Facebook raccoglie in poche ore grandi attenzioni, anche e soprattutto in Italia ove la situazione attorno al social network è già di per sé in fibrillazione a causa di altri e ben noti problemi. Articoli, post, discussioni su Twitter ed altro ancora: Facebook non ha potuto ignorare il caso ed è così intervenuto con una risposta circostanziata e, almento per il momento, esaustiva.

Notizie su: