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Tutte le iniziative in favore della Baia

Il processo alla Baia dei Pirati è iniziato e la community attorno al sito sta moltiplicando le iniziative a supporto dei responsabili coinvolti. Tra queste si annovera anche un attacco cracker al sito dell'IFPI svedese, come monito per il futuro

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La battaglia in favore della Baia sta uscendo dal solo ambito ristretto del tribunale. The Pirate Bay è un simbolo, e l’attacco ai simboli determina battaglie di principio che spesso travalicano la semplice barricata a parole. Non a caso nel giro di due giorni due diverse iniziative, di stampo del tutto differente, hanno fatto comparsa online in esplicito appoggio alle ragioni della Baia.

La prima iniziativa è quella del sito Filesharer.org. Il sito si presta semplicemente ad ospitare i visi di quanti vogliono autodichiararsi pirati, mostrando così al resto dei visitatori il proprio volto. «Ecco che aspetto hanno i criminali»: gente comune, di ogni età, pronta a difendere la bontà del proprio agire. L’iniziativa non ha valenza propositiva, ma semplicemente intende smontare l’impianto accusatorio con cui si sta cercando di affondare la Baia, il tutto con una protesta pacifica nella quale si enuncia esplicitamente l’intento ed il contenuto valoriale dell’operazione: «Il file-sharing è cosa buona, permette alla gente di condividere musica, film e cultura. Oggi quattro dei pionieri del file sharing sono sotto processo in Svezia, in un nuovo tentativo dell’industria musicale e cinematografica di fermare l’innovazione tecnologica e lo sviluppo con la forza».

Filesharer.org

Mentre Filesharer.org conta ormai oltre un migliaio di partecipanti, c’è chi ha voluto forzare la mano e spingere oltre la protesta in favore della Baia: il sito dell’IFPI svedese è infatti stato messo sotto scacco da un team di cracker che ha preso il controllo del sito stesso adoperandolo per pubblicare una dichiarazione bellicosa nei confronti dell’industria della produzione:

Crackato i sito IFPI

Il sito è stato presto ripristinato, ma nel frattempo è stato possibile leggere sul sito IFPI il testo intimidatorio firmato “anakata, TiAMO and brokep” nel quale si avverte chi combatte contro la pirateria che la guerra potrebbe essere lunga e pericolosa: il gruppo chiede di boicottare chi sta per processare degli «innocenti» ed avverte che quanto successo all’IFPI possa essere un semplice monito.

Il sito della baia, nel frattempo, ha aperto un blog denominato “Sprectrial” con cui si tiene aggiornata l’utenza circa l’evolversi della situazione presso le sale del tribunale, ove il destino dei responsabili sta per essere scritto con una sentenza di grande rilevanza per l’intero mondo del file-sharing.