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Come Google decide di tagliare i progetti

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Qualche tempo fa è apparsa in rete la notizia che Google stava per dismettere alcuni dei suoi servizi, come Lively, Jaiku e Notebook.

Ma vi siete mai chiesti le ragioni di queste decisioni? alcune risposte arrivano da un articolo, apparso sul sito del New York Times, che svela alcuni motivi che fanno luce su questo argomento.

In alcuni casi la ragione principale, come nel caso di Lively, sono i risultati nettamente al di sotto delle previsioni e delle aspettative della società. Infatti solo 10.000 persone avevano utilizzato il servizio nella settimana precedente alla chiusura, mentre il diretto concorrente Second Life nello stesso lasso di tempo ha raggiunto circa mezzo milione di utenti. Quindi si è preferito impiegare la mezza dozzina di sviluppatori che lavoravano al progetto su altri nei quali si pensa che saranno più produttivi.

Dodgeball, un servizio simile per certi aspetto al nuovo arrivato Latitude, è invece stato dismesso a causa della difficoltà di trovare ingegneri interessati al suo sviluppo.

Ogni servizio “chiuso” ha la sua storia, non sempre è il successo sul grande pubblico che detta queste decisioni ma a volte sono anche ragioni di gradimento interno.

Infatti Google prova spesso al suo interno i nuovi servizi in via di sviluppo, proprio per rendersi conto in tempo se e come sarà necessario aggiustare il tiro, per non sbagliare gli obbiettivi che sono stati fissati. In questo modo Google Calendar si è evoluto, da un semplice tool che sarebbe stato utile ad un utilizzo familiare, ad una applicazione in grado di gestire calendari aziendali anche molto complessi e articolati, ancor prima di essere rilasciato ufficialmente.

In questo periodo di crisi anche Google non può permettersi di sprecare nulla, quindi spesso preferisce utilizzare i propri ingegneri su progetti più promettenti o remunerativi, o che comunque raggiungo degli obbiettivi minimi.

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