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Arriva BlogMagazine, la rivista dei blogger italiani

Mentre una società multinazionale investe in Italia, dando alle stampe un ambizioso progetto come Wired, una nuova interessante iniziativa editoriale giunge dal basso in pieno spirito di condivisione 2.0. È da poco disponibile online il primo numero di BlogMagazine, una rivista digitale nata da un’idea di Giuliano Ambrosio e rapidamente adottata da un ampio numero [...]

Mentre una società multinazionale investe in Italia, dando alle stampe un ambizioso progetto come Wired, una nuova interessante iniziativa editoriale giunge dal basso in pieno spirito di condivisione 2.0.

È da poco disponibile online il primo numero di BlogMagazine, una rivista digitale nata da un’idea di Giuliano Ambrosio e rapidamente adottata da un ampio numero di blogger italiani. Il nuovo prodotto editoriale, il cui prezzo di copertina è dato dal semplice costo della propria connessione online, offre spunti e curiosità su un’ampia gamma di tematiche, principalmente incentrate sulla Rete e la tecnologia, senza trascurare comunque altri argomenti come il cinema, le informazioni sulla salute e anche un pizzico di gossip. Gli articoli, completamente originali e non la mera riproposizione di post già pubblicati, sono interamente ed esclusivamente scritti dai blogger che partecipano al progetto.

BlogMagazine

La rivista BlogMagazine può essere sfogliata online tramite una pratica applicazione in Flash, molto usabile e in grado di trasmettere un’esperienza virtuale ma molto simile alla consultazione al di qua dello schermo di un giornale. Per chi preferisce leggere comodamente la rivista offline viene, inoltre, offerta la possibilità di scaricare un pratico file in PDF.

Nelle intenzioni di Giuliano, e dei tanti che partecipano al progetto, ci sarebbe la volontà di rendere mensile l’appuntamento con BlogMagazine, raccogliendo progressivamente un numero crescente di apporti da parte della blogosfera italiana. La rivista potrebbe dunque configurarsi come un ottimo sistema per conoscere nuovi weblog e blogger, ma anche per avvicinare un maggior numero di lettori all’apolide e complessa realtà dei contenuti prodotti dagli utenti italiani in Rete.

Benché sia ancora presto per formulare previsioni, BlogMagazine potrebbe anche avere un futuro in una versione cartacea da diffondere attraverso i canali tradizionali di distribuzione come le edicole. A puro scopo esemplificativo, sono state stampate alcune copie della rivista che sembrano nascondere davvero in nuce un destino legato all’editoria più tradizionale sia per la qualità che per la presentazione dei contenuti. Una versione cartacea potrebbe avvicinare numerosi lettori tradizionali al Web, mettendo direttamente in comunicazione creatori dei contenuti e fruitori senza intermediazioni.

Occorre però sottolineare come un’edizione cartacea di BlogMagazine richiederebbe un impegno economico non indifferente, specialmente considerati gli attuali costi della carta e la carenza di inserzionisti per gli annunci pubblicitari, e una gestione molto più impegnativa dell’intero progetto. Particolari non di poco conto, che potrebbero precludere la strada dell’editoria tradizionale alla rivista.

Speculazioni, ipotesi e discorsi probabilmente prematuri. Le certezze comunque non mancano: il primo numero della rivista è di buona qualità e propone un esempio vincente di sinergia tra numerosi blogger italiani. Come punto di inizio non è niente male.

Se vuoi aggiornamenti su Arriva BlogMagazine, la rivista dei blogger italiani inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Gabriele Niola

    Iniziativa apprezzabilissima ma mi chiedo solo quanto di positivo ci possa essere nel replicare online lo stile dei mensili cartacei, difetti compresi.
    Il problema della carta quando si occupa di rete (ma in fondo anche del resto) è che le cose cambiano e lei no. Non si può aggiornare una notizia o modificare un errore. Online invece si.

    Ci ho pensato leggendo il pezzo su Facebook che ad un certo punto fa riferimento alla storia del cambio di policy, storia arrivata ad un certo punto del suo svolgersi al momento della scrittura del pezzo ma oggi evoluta. Oggi la policy è cambiata di nuovo e questo implica nuove riflessioni che rendono obsolete quelle nell’ultima parte dell’articolo.

    Wired (per dire) ha questo problema come tutti i cartacei: deve stare attento a parlare solo di cose che non cambieranno nel breve e non renderanno, per quel mese almeno, il pezzo obsoleto. L’online sorpassa a destra questo problema. Ed è un vantaggio incredibile, apre ad altri contenuti ed altri modi di scrivere e riflettere.

    Perchè allora fare un mensile immodificabile online?

  • Sbalky

    @Gabriele
    Serve ad istituzionalizzare il settore: l’immutabilità periodica del mensile da un’idea di “solidità” che da forza e importanza alla testata e a ciò che essa promuove.