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Google mira alle profondità del Web

Il "Deep Web" è nel mirino di Google. Come numerosi altri motori di ricerca, Mountain View sta sviluppando soluzioni per indicizzare i contenuti profondi della Rete, nascosti principalmente nei database. Un'impresa che potrebbe rivoluzionare Internet

Tra i soggetti maggiormente interessati alle nuove opportunità legate al “Deep Web” figura, naturalmente, il gigante delle ricerche online Google. La società di Mountain View ha affidato ad Alon Halevy, già docente di scienze informatiche presso la University of Washington, lo sviluppo di nuove soluzioni per creare crawler in grado di interrogare e catalogare correttamente i database. La strategia seguita dal progetto di Google si basa principalmente su soluzioni software in grado di consultare i database man mano che essi vengono identificati in Rete.

Se, per esempio, il crawler identifica un form in una pagina web catalogata tra i siti che si occupano di arte, il sistema provvede a inviare query a quel form utilizzando parole chiave legate ai temi artistici. Quando viene trovata una serie di corrispondenze, il crawler compie una previsione sui contenuti complessivi del database e lo indicizza. Il sistema predittivo allo studio di Halevy e i suoi ricercatori richiede, naturalmente, grandi capacità di calcolo e dunque potenzialmente potrebbe essere eseguito in tempi ragionevoli solamente da una società in possesso di grandi tecnologie per la catalogazione dei contenuti online. Un profilo che sembra adattarsi perfettamente a Google.

Riuscire a indicizzare correttamente i database potrebbe però non essere sufficiente per migliorare la qualità delle ricerche in Rete. I formati dei dati restituiti agli utenti sarebbero molto più numerosi rispetto agli attuali e tali da rendere necessaria una riorganizzazione delle pagine dei risultati, organizzate in modo tale da offrire chiare distinzioni tra le tipologie di informazioni raccolte attraverso la ricerca della query inserita dall’utente. Una sfida non indifferente, specialmente per un modello ormai consolidato come le attuali pagine dei risultati fornite dai principali motori di ricerca.

L’esplorazione del “Deep Web” apre dunque scenari ancora non del tutto immaginabili sia per gli sviluppatori che per gli utenti. La strada del Web profondo potrebbe inoltre intrecciarsi con quella del Web semantico, una soluzione di cui si parla da tempo ma che stenta ancora ad affermarsi a causa dell’oggettiva difficoltà legata alla gestione di parole chiave e nuovi metalinguaggi. Tra tanti dubbi e interrogativi qualcosa sembra essere comunque certo: l’accesso alle profondità della Rete potrebbe modificare radicalmente il nostro modo di concepire e utilizzare Internet.

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