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Pirateria: l’Italia nella Watch-List delle industrie americane

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Un consorzio di industrie americane interessate alla tutela del diritto d’autore ha stilato anche per quest’anno la sua Watch-List in tema di pirateria, cioè una lista di Paesi in cui la situazione è più critica.

La USTR, questo il nome del raggruppamento delle industrie, ha inserito l’Italia tra i primi 48 Paesi da “tenere d’occhio”, ma per fortuna non in prima fascia.

Le priorità in cui intervenire, infatti, sono rappresentate da Paesi come Cina e Russia, storicamente non esattamente Stati amici degli USA.

Seguono, in questa sorta di lista nera, Stati come Argentina, Cile e Messico in Sud America, il Canada, nuove potenze come l’India, stati esotici come il Brunei e l’Indonesia: insomma, nessuna europea.

L’Italia, con la Spagna, è nella fascia successiva, insieme a Repubblica Ceca, Grecia e Polonia, non esattamente delle superpotenze.

Va detto che la USTR si occupa della pirateria su Internet, ma anche di aspetti più generali del problema.

La predisposizione di questa lista riflette un po’ la tendenza storica degli USA a sentirsi leader e a far da traino contro i problemi della società, ma c’è da dire che comunque la lista presuppone un rapporto di collaborazione bilaterale tra gli USA e ciascun altro Stato, come sottolinea lo stessa ambasciatrice Susan Schwab, rappresentante di USTR:

Gli sforzi bilaterali nostri, della Cina, della Russia e di tutti gli altri Paesi migliorerà le contromisure ad ogni tipo di pirateria.

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