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Cina, il filo sottile tra censura e spionaggio

Prima le accuse contro la Micropoint che portano il concorrente fuori dal mercato. Poi la scoperta di una collusione con un responsabile del dipartimento per la censura, che avrebbe aiutato la Rising a fabbricare le vecchie prove contro la Micropoint

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Giunge notizia dalla Cina di un fatto increscioso che si sviluppa tra le maglie segrete delle strutture censorie cinesi, si inzuppa di collusione, si macchia di corruzione e sfocia in un caso che trova negli interessi di mercato le proprie motivazioni di fondo. Quello che le istituzioni centrali probabilmente non possono evitare, è il fatto di avere alle proprie dipendenze persone interessate alle informazioni passate al vaglio dal dipartimento per la censura, in grado quindi di adoperare tali informazioni per fini personali estranei a quelle che sono le regole imposte dal governo centrale.

Sorge su queste basi l’arresto di Yu Bing, direttore dell’Internet Monitoring Department di Beijing. L’accusato dovrà rispondere di reati importanti in quanto sarebbe sospettato di aver ricevuto una cifra pari a 5.8 milioni di dollari per trafugare informazioni fondamentali per fini illeciti, tra i quali l’aiuto di una azienda privata nei confronti della sua concorrenza. L’uso di tali informazioni non era ovviamente consentito e pertanto l’agire di Yu Bing viene ora ritenuto doloso e colpevole.

A finire sotto accusa vi sarebbe sarebbe anche una piccola azienda produttrice di antivirus. Denominata Rising, l’azienda avrebbe ricoperto il ruolo di mandante, utilizzando Bing e le sue informazioni per annientare la concorrenza soprattutto della Micropoint Company. Quest’ultima è ora dalla parte delle accuse, mentre al contempo i responsabili Rising negano ogni addebito ritenendosi estrani dalla vicenda.

Ma il tutto ha un precedente, dal quale occorre ripartire per arrivare alla contesa odierna. Nel 2005 la Micropoint era stata spinta a forza fuori dal mercato con l’accusa di aver sviluppato virus immessi sul mercato al fine specifico di ottenere vantaggi per il proprio gruppo. In seguito il fondatore Liu Xu ha formalizzato la propria denuncia contro la Rising, controaccusando così chi lo aveva mandato in carcere per 11 mesi, e giustificando le proprie accuse con un evidente inquinamento delle prove che minava il caso alle basi.

A distanza di anni ecco emergere i legami tra la Rising ed il dipendente dell’Internet Monitoring Department. La presa di distanze della Rising parte dunque dal 2005 e dalle accuse di aver montato ad arte il misfatto che avrebbe in seguito fermato la concorrenza. Il caso sembra destinato a lasciare grossi danni sul campo: prima la concorrenza sleale, ora una richiesta di risarcimento da parte della Micropoint pari a 4.3 milioni di dollari.

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