QR code per la pagina originale

UK, al via la rete di nuova generazione

L'Ofcom ha dato il via libera alla costruzione da parte di British Telecom della rete a banda larga di nuova generazione che entro il 2012 porterà al 40% delle abitazioni almeno 40Mbps, con punte di 100Mbps per almeno 1 milione di cittadini

,

Il Regno Unito sta per fare un passo ulteriore sulla via della banda larga. L’Ofcom, infatti, ha dato la propria benedizione per lo sviluppo di una nuova rete ad altissima velocità, in grado di cambiare i paradigmi della banda larga odierna continuando sull’asse della crescita esponenziale nella ferma convinzione che uno strumento più capace potrà veicolare investimenti, risorse ed opportunità per l’intero paese.

L’Ofcom, in qualche modo l’omologa inglese dell’AGCOM nostrana, ha portato online un documento pdf nel quale viene espressa tutta la fiducia per la novità proposta da British Telecom (novità, pertanto, approvate). Nelle settimane precedenti un intenso dibattito ha portato alla definizione di una serie di regole che vincolano il raggio d’azione di Openreach (la costola staccatasi da British Telecom per gestire la rete risultante dallo scorporo dall’incumbent), ma alla fin fine l’investimento è stato approvato ed ora British Telecom si appresta a portare sul territorio una rete in grado di promettere velocità maggiori del 2000% rispetto ad oggi.

La rete dovrà essere aperta anche ai rivali dell’incumbent, ma al tempo stesso British Telecom potrà trarre vantaggio dalla struttura garantendosi pertanto un ritorno per gli investimenti profusi. Ad oggi il Regno Unito già gode della rete Virgin Media, la quale porta 50Mbps senza però lasciare accesso ad aziende concorrenti. British Telecom promette ora il raddoppio del limite massimo raggiunto dalla Virgin, con l’obiettivo di raggiungere almeno il 40% delle abitazioni entro il 2012 e con una fornitura minima di 40Mbps (x10 rispetto alla situazione media attuale).

Il documento diramato dall’Ofcom rivendica il ruolo dell’autorità nella preparazione del terreno che ha portato agli investimenti odierni: massima attenzione alle offerte wholesale, minimizzazione dei rischi di investimento, dialogo con tutti gli attori e investitori interessati, il tutto al fine di arrivare ad un contesto favorevole per l’aumento della banda e la moltiplicazione dei vantaggi per l’utenza interessata.

Secondo l’analisi ThinkBroadband i nuovi pacchetti d’offerta prevederanno un aumento dei costi a carico dell’utenza. Dai livelli da 5/20 sterline, infatti, si passerà presumibilmente alle 30/50 sterline del nuovo regime: la rete di nuova generazione ha costi importanti ed il ritorno degli investitori va garantito.

Le differenze rispetto alla situazione italiana sono forti ed essenziali. Nel Regno Unito lo scorporo della rete ha seguito dinamiche molto differenti (in Italia il discorso è ancora in ballo), l’utenza si sta dimostrando più partecipe grazie ad un substrato culturale differente e gli investimenti appaiono oggi molto più appetibili oltre la Manica che non nello stivale. I dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Istat relativamente all’accesso alla Rete nel nostro paese sono sconfortanti, inserendo l’Italia nelle ultime posizioni a livello europeo. Un forte investimento sulla banda potrebbe incentivare un sistema nuovo, fatto di maggiori opportunità e minor digital divide. La situazione rimane però vincolata alle difficoltà di Telecom Italia, in bilico tra necessità di bilancio e richieste di investimento, la quale ad oggi ha ancora in mano la rete e le regole di accesso alla stessa.

Notizie su: