QR code per la pagina originale

Ministro norvegese a favore del file sharing

,

Il processo contro PirateBay sta smuovendo le acque un po’ in tutto il mondo, in Norvegia, in particolare, le prese di posizione di istituzioni, provider, e associazioni anti pirateria sono contrastanti tra loro.

Se da un lato, infatti, l’IFPI, minacciando azioni legali, ha chiesto agli ISP norvegesi di bloccare immediatamente l’accesso a PirateBay, dall’altro il ministro dell’istruzione Bård Vegar Solhjell ha sorpreso tutti chiedendo di legalizzare il file sharing.

Una presa di posizione che sta suscitando polemiche, ma anche una dimostrazione di come certe nazioni siano molto più attente di altre alle reali potenzialità della rete e affrontino il problema della violazione del diritto d’autore senza tenere conto delle pressioni economiche esercitate da major e associazioni di lotta alla pirateria.

Il un post sul suo blog, il ministro ha chiarito che il file sharing è il miglior modo per avere accesso a tutta la musica possibile, l’industria musicale, secondo Bård Vegar Solhjell, dovrebbe abbracciare Internet, invece di combatterla.

Tutte le precedenti lotte contro le innovazioni tecnologiche hanno sempre avuto dei periodi critici, basti pensare alla televisione contro la radio, e così sarà Internet per la musica ma Solhjell è convinto che Internet non ucciderà l’arte e la cultura, anzi al contrario permetterà a chiunque, di accedere ad un patrimonio musicale – culturale immenso, senza limitazioni.

Naturalmente l’industria musicale dovrebbe cercare un sistema per sfruttare la rete, convincendo gli utenti a scaricare musica originale ma è indubbio che sia antistorico ed estremamente inutile cercare di combattere la pirateria chiudendo siti, minacciando i provider o denunciando ragazzini che scaricano MP3.

In fondo, il ministro non ha detto nulla di diverso da ciò che direbbe probabilmente ogni persona di buon senso con un minimo di cultura informatica, ma una proposta di legalizzazione del file sharing proveniente da un’autorità rimane indubbiamente un fatto nuovo che ridà grande vigore alla lotta di chi pensa che l’accesso alla conoscenza debba essere libero, gratuito e per tutti.

Notizie su: