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In Italia 3 milioni di accessi “tascabili” al Web

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Negli scorsi giorni Audiweb ha pubblicato i risultati di un’indagine statistica chiamata AWTrends (liberamente scaricabile dal sito ufficiale) che nell’arco di un intero anno ha esplorato le abitudini digitali dei navigatori italiani.

Sono molte le informazioni che permettono di percepire se, come e in che modo la popolazione italiana abbia effettivamente integrato nelle proprie abitudini l’utilizzo di Internet. Uno dei dati più significativi consiste nell’aver rilevato come “solo” il 6% della popolazione italiana dichiari di poter accedere a Internet tramite un dispositivo tascabile (cellulare, PDA).

“Solo” è tra virgolette, perchè se pur in termini percentuali non rappresenti un dato eclatante, 2,9 milioni di persone connesse in mobilità al Web non sono certo poche. Insomma, si tratta di un target che per abitudini ed esigenze potrebbe aspirare a un miglior trattamento.

Al di là infatti delle iniziative dei colossi illuminati del Web come Google che ormai da tempo realizza servizi fruibili anche via mobile, e nonostante le lodevoli iniziative di piccoli sviluppatori o aziende particolarmente innovative come Fring, l’accessibilità in mobilità alle informazioni di siti istituzionali, pubblica amministrazione e di siti aziendali non è certo garantita.

Viene da chiedersi se l’esempio di BlackBerry che ha costruito un impero sull’idea di rendere accessibile in mobilità la posta elettronica non debba essere seguito con maggiore convinzione anche dalle imprese dell’era 2.0.

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