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Sicurezza informatica, gli USA si riorganizzano

Barack Obama ha avviato un piano di riorganizzazione per la sicurezza informatica delle attività informatiche degli apparati governativi USA. Non tutti però concordano sulle responsabilità affidate all'NSA: l'ex-direttore NCSC ha rassegnato le dimissioni

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La sicurezza degli apparati e delle attività informatiche governative è una questione di primo piano per la tutela della sicurezza di un paese democratico e lo è, a maggior ragione, per un paese al centro dell’attenzione come quello degli Stati Uniti. Per questo motivo le dimissioni di Rod Beckstrom dalla National Cyber Security Center (NCSC) sono un forte atto di protesta, un gesto simbolico importante. Tutto nasce dalle scelte di Obama, che proprio sulla cyber-sicurezza ha voluto cambiar marcia riorganizzando totalmente l’organigramma delle responsabilità. Non tutti, però, sono evidentemente concordi sull’impronta che Obama ha voluto dare alla propria svolta, quello stesso Obama che solo il 22 dicembre scorso confermava il fatto che gli USA sarebbero totalmente «impreparati ad una guerra informatica».

La National Cyber Security Center, di cui Rob Beckstrom era il direttore, si è occupata in passato della gestione della sicurezza informatica USA. Recentemente, però, la salita in cattedra di Obama ha cambiato la situazione togliendo ogni responsabilità alla NCSC e girando invece le questioni relative alla sicurezza nazionale totalmente nelle mani della NSA (National Security Agency). Il Department of Homeland Security (DHS) non ha potuto far altro che accettare le dimissioni consegnate da Beckstrom, ringraziando per il lavoro compiuto ed incassando così il simbolico benservito.

Beckstrom non se ne va però in silenzio. Sebbene oggi il DHS confermi di intrattenere ottimi rapporti di reciproco rispetto e collaborazione con l’NSA, l’ex-direttore della NCSC ha voluto puntualizzare come ogni eventuale carenza registratasi in passato non possa che essere frutto di finanziamenti al di sotto delle necessità dell’agenzia. La collaborazione con l’NSA è giudicata da Beckstrom come utile ed inevitabile, ma la nuova gestione sarebbe destinata a creare scompiglio e disorganizzazione.

La lettera di dimissione ha fatto la propria comparsa su Wired USA, e vi sarebbe indicato come l’agenzia guidata da Beckstrom avrebbe ricevuto finanziamenti per appena 5 settimane, lasciando quindi il team a secco di risorse. Le proteste per il ruolo soggiogato della NCSC rispetto alla NSA hanno creato l’estrema frattura, così Beckstrom se ne è andato «un nanosecondo prima di essere cacciato».

La cyber-sicurezza è un tema centrale per i governi di tutto il mondo. Soprattutto nella zona orientale vi sarebbero veri e propri eserciti di esperti informatici pronti a carpire ogni virgola dai sistemi altrui, così da intuire strategie e segreti depositati direttamente all’interno di apparati deboli ed attaccabili. Gli attacchi stessi sarebbero andati moltiplicandosi nel recente passato, ed è per questo che un apparato di garanzia forte ed organizzato è elemento centrale nel contesto di una reale organizzazione organica dei meccanismi di difesa. Negli USA le strategie di lavoro non sono in tal senso condivise da tutti: le dimissioni di Beckstrom vanno dunque inquadrate in questo contesto ed interpretate per quel che sono: un segno ulteriore ed evidente della centralità del problema e degli attori deputati a gestirlo.

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