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Bebo sfida Facebook e approda in Italia

Bebo ha tradotto il proprio social network in 5 ulteriori lingue: francese, tedesco, olandese, spagnolo e italiano. Nel nostro paese Bebo troverà sulla propria strada un Facebook ormai troppo ingombrante per poter pensare che l'inerzia possa cambiare

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L’Italia è terreno di conquista. L’arrivo di Facebook ha reso evidente come gli italiani siano avversi alla Rete, ma al tempo stesso siano fortemente attratti da tutto quel che è social network. I numeri di Facebook non hanno così lasciato insensibile la concorrenza e d’ora in poi il più noto dei social network avrà un nuovo sfidante dal nome altisonante: Bebo.

Bebo è passato perlopiù inosservato finora sul mercato italiano. Di proprietà del gruppo America Online (AOL) da 1 anno esatto, Bebo ha infatti conquistato soprattutto il mercato inglese andando a catalizzare le attenzioni dei teenager inglesi ed irlandesi. Altrove MySpace e Facebook hanno lasciato solo le briciole alla concorrenza. Ora Bebo sente di aver maturato l’esperienza e la forza necessarie per poter sfidare altri mercati, ed è così che il gruppo ha annunciato l’apertura odierna delle versioni italiana, francese, tedesca, spagnola ed olandese.

Il compito per Bebo non sarà semplice. Il social network conta ad oggi 22 milioni di utenti, ma ha il difficile compito di insinuarsi in mercati ove Facebook è ormai parte integrante dell’immaginario collettivo. Quel che YouTube è per i video online, Facebook lo è diventato per le reti sociali e difficilmente qualcuno riuscirà nel breve periodo ad intaccare l’aura che circonda il brand nelle mani di Mark Zuckerberg. Ciò nonostante Bebo parte da una esperienza forte e da basi che intende tentare di mettere a frutto anche in un paese come l’Italia ove la crescita di Facebook viaggia ancora a ritmi elevati e dove gli spazi per una nuova nicchia possono essere facilmente individuati.

Homepage italiana di Bebo

Bebo

«Pensiamo ci siano forti opportunità nel mercato europeo occidentale, tanto in quanto a utenti potenziali, quanto in relazione alla monetizzazione»: così Nicole Vanderbildt, vice presidente Bebo, ha spiegato cosa sta dietro la scelta del gruppo di mettersi alla prova al di fuori dell’orticello coltivato con successo nei mesi passati.

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