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Da Tim Berners-Lee a Gabriella Carlucci

Tutto nelle stesse ore: mentre al CERN Tim Berners Lee rispolverava i primi momenti del World Wide Web, criticando l'invadenza di aziende ed istituzioni sulle libertà degli utenti, in Italia la proposta di legge di Gabriella Carlucci compie il primo passo

Celebrando i 20 anni dalla nascita del World Wide Web, Tim Berners-Lee è tornato sotto i riflettori ed ha potuto, dall’alto della propria posizione di padre riconosciuto del sistema che sta dietro il sistema WWW, ribadire il proprio punto di vista sulla crescita del sistema stesso. Secondo Tim Berners-Lee, infatti, quello che è stato fatto finora è appena la parte emersa di un iceberg che deve ancora disvelarsi in tutta la sua immensità: il Web è ancora in una fase adolescenziale e la rivoluzione, tutto sommato, deve ancora in gran parte venire.

Tim Berners-Lee, però, ha anche indicato una debolezza evidente che sta andando manifestandosi: la tentazione sempre più pressante da parte di aziende ed istituzioni di controllare e tracciare quello che l’utenza fa online. Abitudini, attività, preferenze: così facendo l’utente rimane profilato un click dopo l’altro, il che si tramuta in ricchezza per chi controlla tali informazioni e può utilizzarle a proprio favore. Il riferimento al behavioral targeting appare evidente, e nel mirino entrano pertanto nomi quali Facebook o Google AdSense, ma il discorso si estende in generale a tutti coloro i quali intendono avere pieno controllo sull’agire dell’utente in Rete.

Nelle stesse ore, in una sorta di piccolo paradosso tutto italiano, la proposta 2195 (pdf) firmata da Gabriella Carlucci compiva il proprio primo passo ufficiale. La proposta, infatti, è entrata ad ogni effetto nel dibattito parlamentare risultando formalmente assegnata alla IX Commissione Trasporti.

Proposta di legge 2195

«È vietato immettere in maniera anonima nella rete internet contenuti, ivi comprese le banche di dati, in forma testuale, sonora, audiovisiva o informatica, o in qualsiasi altra forma, ovvero agevolare l’immissione dei medesimi». La proposta inizia così, ma prosegue con tutto quanto già indicato nei giorni passati circa il testo firmato dalla Carlucci: l’opinabile origine, le dubbie finalità, le criticate distorsioni. Tutto ciò mentre al CERN Tim Berners-Lee rinnovava il proprio credo: libertà, privacy, apertura.

Se vuoi aggiornamenti su Da Tim Berners-Lee a Gabriella Carlucci inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Liber

    Deputato Gabriella Carlucci. ROTFL

  • Zaven

    Ok al 100% per tutelare la legalità, l’infanzia, i minori, la morale ma non accetto , nel modo piu assoluto, controlli , censure , divieti a protezione di certi interessi economici, politici e /o religiosi.
    Utilizzare la rete in modo corretto per essere informati, istruiti ed altro ma non per lavaggi di cervelli o altre forme di “stalinismi” purtroppo sempre presente da parte di molti “opoeratori” subdoli . Zaven

  • Martino

    Credo che la signora Carlucci sia stata scelta per portare avanti un progetto che nasce da altre persone e con finalità di controllo sulla libertà di dialogo e di scambio di notizie che possono ostacolare il “potere politico”. Vedi, ad esempio, il bavaglio alla libertà di stampa con possibilità di condanna per i giornalisti… Lo trovo molto preoccupante. Grazie.

  • Alexxpi

    Mah: è sufficiente guardare in faccia l’onorevole Carlucci per comprenderne l’autentitcità.Viviamo sotto la leadership dei “belli in piazza e tristi in domo”…

  • http://sacrabolt.altervista.org Sacrabolt

    Evabbe’… supponiamo che sia il mezzo (internet) ad essere diabolico (pedofilo, mafioso, ecc.). Qualcuno dica alla Carlucci che il modo migliore di tracciare i criminali è permettergli di usarlo.

  • Paolo

    la “signora” in questione e’ in malafede ed incompetente: non puo’ occuparsi di certe tematiche una soubrette frustrata, specie quando e’ solo il prestanome di certi interessi. Dall’analisi del file .doc su cui e’ stat scritta la bozza di legge, emergeva il nome di un funzionario della FIMI. E’ come se la legge sulle intercettazioni fosse scritta dalla camorra.

  • massi

    La meno intelligente delle sorelle è manovrata da altri vogliono solo far chiudere i siti che danno contro al loro partito, in particolare il blog di beppe grillo

  • http://www.peacelink.it Giacomo Alessandroni

    Come l’aria non è responsabile delle parole e suoni che essa veicola, allo stesso modo non si può accusare la rete per i bit positivi e negativi in essa contenuti.
    Sarebbe come proibire l’uso della penna a sfera con la motivazione: “potrebbe essere usata come arma impropria”.

    Onorevole Carlucci: era così bello vederla in televisione. Torni a fare un mestiere che sa fare bene, lasci perdere la rete o – meglio – se ne occupi solo dopo aver capito di cosa si tratta.
    La norma da lei firmata – se non se ne fosse accorta – istituisce la censura preventiva. Come dire: non facciamo parlare Di Pietro, potrebbe violentare qualche congiuntivo.

    Forse in questo caso la previsione sarebbe indovinata, ma le ricordo che a Wanna Marchi questo modus operandi non ha portato i frutti attesi.

  • simonetta

    sono daccordo con alexxpi e poi come mai in Italia non si fa una legge sul conflitto di interessi e si pensa a chiudere la bocca al web riflettiamoci perchè il fine è di abbattere le opinioni libere che circolano e non di abbattere la criminalità

  • http://pensosono.blog.tiscali.it// Cassandra

    Dietro a tutto questo vedo una gran voglia di controllare sempre più da vicino la testa della gente. Nutro anch’io una forte preoccupazione.

  • simonetta

    penso che sia venuto il momento di far ritornare in parlamento persone pensanti e preparate e non veline e gente di spettacolo che non capisce nulla di nulla e che fa questo tipo di mestiere solo per essere più arroganti basta vedere i servizi delle iene su questa persona che oltretutto va a velocità pazzesca parcheggia dove non è consentito e debutta con frase voi non sapete chi sono io!!!!!

  • Alexxpi

    Fatemi conoscere Simonetta: la sposo! Seriamente, la Carlucci è il prodotto del Populismo Mediatico – diabolico fenomeno made in Italy esportato nel mondo – che conforma, censura, sdogana solo chi lega l’asino dove dice il padrone. Cioè: scompare l’autonomia e la molteplicità di pensiero – vedi il “milione” di puntate di Vespa sulla Franzoni – che viene umiliato e vilipeso, alla faccia della libertà d’espressione. Costruisce nuovi tabù, per cui guai a te se entri in politica! Devi essere milionario, non importa dove hai raccolto i soldi. Così 60 milioni di Italiani hanno il piatto unico di un uomo solo al comando e si privano del contributo di una molteplicità di attori sociali: intellettuali, artisti, ricercatori, artigiani, operai, imprenditori che potrebbero fare la ricchezza umana e civile dell’Italia. Invece tutti sono rimbambiti dal Grande Fratello, Amici, L’isola di non so che e via di seguito litigando a più non posso in un’orgia di volgarità. La Carlucci è uno di quei prodotti D.o.c.

  • Enzo

    Concordo in pieno con quanto sino ad ora commentato. La rete, Internet o come si desidera definirlo è l’unico mezzo che oggi giorno ci è rimasto per poterci esprimere in modo libero e democratico. Cercare di risolvere problemi come la mafia o la pedofilia controllando tutto e tutti lede la liberta di ogni singolo individuo, la libertà di espressione nonchè la privacy. In Italia i problemi non dovrebbero essere risolti facendo di tutt’erba un fascio come soilto avviene ma focalizzando attenzione e risorse in modo professionale con l’aiuto di persone competenti ed altamente specializzate in determinate problematiche.

  • gimpro

    emerita ignorante in materia come tutti i ns. pseudopolitici

  • http://www.aleantonelli.altervista.org Gabbianone94

    Stimo molto chi riesce a preoccuparsi per l’Italia o per la Rete, io invece non posso fare a meno di preoccuparmi per me stesso: non riesco a pensare che per scrivere un commento qui o per fare una qualsiasi azione tipica del Web 2.0 dovrò dichiarare i miei dati… Sarebbe da emigrare, sul serio, in questo modo non si può…
    Dite che ci si abituerà?