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I nuovi poeti nascono sul Web

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La poesia non è morta, si è semplicemente trasferita. Se girando in una qualsiasi libreria, gli scaffali a lei dedicati rimangono purtroppo desolatamente sguarniti e pieni solo dei soliti noti, in Rete questa forma d’arte antica come il linguaggio sta conoscendo un nuovo Rinascimento.

È quanto afferma il Telegraph, in un articolo che ha fatto parecchio rumore fra gli “addetti alla cultura”. L’idea è che per la poesia funzioni un po’ come per la musica. Oggi chiunque può mettere una canzone su MySpace e condividerla con migliaia di fan e lo stesso vale per i versi. In più, attraverso i gruppi di Facebook è possibile reclutare adepti e dar loro appuntamenti per i “reading”, le performance live dei cyber-poeti.

Non da ultimo, visto che la poesia non è fatta solo di segni, ma anche della musicalità dei suoni, stanno riscuotendo un grandissimo successo gli archivi audio come Poetry Archive dove è possibile ascoltare la voce di poeti noti e meno noti che leggono i loro capolavori.

L’articolo del Telegraph fa ovviamente riferimento al mondo anglosassone, ma anche nel Web italico esistono parecchi siti per gli aspiranti poeti, alcuni dei quali molto ben fatti. La domanda è: i poeti del Web sono all’altezza della situazione? In altre parole: oggi che chiunque può mettere quattro versi in croce e renderli noti a un pubblico vastissimo, dove sono i Neruda, i Montale, gli Eliot? La facilità e l’immediatezza di pubblicazione, non portano inevitabilmente alla mediocrità?

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