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Bono contro il P2P

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Che gli U2 siano uno dei gruppi più attivi sul fronte della lotta alla pirateria, è risaputo. Questa volta, a scendere in campo apertamente è proprio il frontman Bono, che non lesina critiche all’attuale situazione del mercato musicale.

C’è indifferenza riguardo al fenomeno della pirateria musicale. Solo quando verranno scaricati con la stessa facilità anche film e spettacoli televisivi, qualcuno si deciderà a chiamare la polizia.

Secondo Bono, le attuali leggi non aiutano chi fa musica:

La discografia è stata buttata ai cani legalmente, gli artisti ormai sono come lemmings (roditori suicidi), camminano verso l’orlo dell’abisso con un sorriso stampato sulla faccia.

Poi prende le difese, in particolare, degli autori di canzoni:

La gente crede che io guadagni molto, e che sia pagato oltremisura: forse non si sbaglia. Ma quanto credete che guadagni un autore di canzoni? Adesso non ci sarebbe spazio per un Cole Porter.

Ma è concludendo che Bono regala le immagini più forti, che rappresentano il suo pensiero:

La musica è diventata come un rubinetto, come un accessorio utile. Per me invece è qualcosa di sacro. Mi ritengo offeso. Internet doveva liberare la creatività degli artisti, invece li ha evirati.

Non è il primo né sarà l’ultimo a lamentarsi. Idee rispettabili, anche se si trascurano alcuni aspetti importanti, come gli introiti che comunque entreranno sempre, ai cantanti e agli autori, dalle esibizioni dal vivo.

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