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Cos’é Facebook?

Per capire cosa si possa fare su Facebook e cosa no, occorre prima stabilire delle regole. Prima di stabilire delle regole, occorre capire cosa vada regolamentato. Per capire come regolamentare Facebook, insomma, bisognerebbe prima capire cos'é

«Nonostante i controlli continui che Facebook esegue sulla sicurezza e sulla privacy, non possiamo garantire la completa assenza di materiali illegali, offensivi, pronografici o comunque inappropriati, o che i membri non riscontreranno condotte inappropriate o illegali da parte di altri utenti. Di conseguenza, è possibile che vengano trovati tali contenuti o riscontrate tali condotte. Cliccando sul link “Segnala”, che troverai in diverse pagine del sito, puoi aiutarci a individuare la presenza di immagini oscene, pornografiche o casi di comportamenti offensivi. Se fai una segnalazione mediante l’apposito strumento presente nel sito, Facebook si impegnerà a rimuovere eventuali contenuti o condotte offensive e avviserà o, se necessario, bloccherà l’accesso al sito da parte di coloro che hanno trasmesso tali contenuti o perpetrato tali condotte entro 24 ore dalla ricezione della segnalazione». Un apposito link viene messo a disposizione di quanti intendono contestare una procedura facendo riferimento all’ISEE (Independent Safety and Security Examiner), con una precisazione specifica messa nero su bianco nel regolamento: «Facebook è il solo responsabile della gestione delle lamentele. Tutte le lamentele o le segnalazioni di comportamenti inadeguati devono essere inviate direttamente a Facebook tramite le procedure descritte in questa pagina».

Trattasi di una questione molto delicata per Facebook. Perché, come in ogni sistema complesso, la definizione delle regole interne determina la direzione e le modalità di crescita del sistema stesso. Se Facebook sbaglia, insomma, sarà il primo a pagarne le spese. Per questo motivo ha messo il regolamento nelle mani dell’utenza, chiedendo una collaborazione in prima persona da parte di chi intende collaborare alla definizione delle norme della community a cui sente di appartenere.

Alla luce di tutto ciò: è giusto che Facebook, a prescindere dai contenuti, abbia eliminato l’account di Rassegna Stanca? La risposta è probabilmente individuale, in base al modo in cui si intende Facebook. Ma ad un risultato occorrerà arrivare, perché le regole hanno una valenza relativa all’interno del social network, ma hanno una valenza di ben altra portata all’esterno. Perché c’è anche chi potrebbe considerare Facebook un editore, e quindi legiferare di conseguenza…

Non è un caso se in tutte queste righe si pongono tante domande ma non si offrono risposte. Questo perché, se ci si sofferma sui casi specifici, le valutazioni possono essere molteplici e difficilmente riconducibili ad una regola universale. Ognuno, ad esempio, può giudicare se sia giusto o meno cancellare dal network ogni singola immagine di seno femminile, senza distinguo; ognuno può giudicare se sia giusto o meno cancellare video opinabili su Emilio Fede; ognuno può giudicare a modo proprio l’opportunità o meno di tenere in vita gruppi inneggianti ai «fucili» per «fermare i gommoni», gruppi a cui account di ispirazione politica non nascondono il proprio appoggio; ognuno può giudicare come vuole i gruppi inneggianti alla mafia o i singoli messaggi di stato caricati sui singoli account.

I casi specifici legano la valutazione specifica all’opinione, eventualmente all’etica, occasionalmente alla morale. possono scaturire, al massimo, in una segnalazione di abuso: metodo puntuale per porre all’attenzione del network una pagina che si ritiene inopportuna. La legge generale a cui tutto dovrebbe ispirarsi, però, dovrebbe partire da un quesito più generale e fondamentale, un qualcosa che, a priori, dovrebbe stabilire il contesto nel quale tutto ciò va a concretizzarsi. Cos’é Facebook? Un sito o un luogo? Un servizio o una community? Un editore o uno strumento? Perché è difficile risolvere un problema, se prima quantomeno non lo si definisce.

Se vuoi aggiornamenti su Cos’é Facebook? inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

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  • Mafalda

    Io sono certa che l’elimina

  • Michele

    Se hanno la pretesa di essere il “Facebook” che gli utenti si aspettano di utilizzare non possono permettersi un eccesso di sovranità.

    Personalmente non affiderei mai la mia identità, le mie immagini e i miei pensieri nelle mani di un’azienda che può decidere di farli propri e rimuovere ciò che può essergli scomodo.

    Ci vuole più coraggio nel lasciare agli utenti la libertà di esprimersi. Facebook dimostra di non averlo.

  • Stefano

    Se è stato sospeso, è perché è stato segnalato da qualche utente come tale evidentemente… Se no la giustificazione non sarebbe stata quella…