Nuove regole per il Fascicolo Sanitario Elettronico
Il Garante per la Privacy ha pubblicato le Linee guida in tema di fascicolo sanitario elettronico, così da sfornare una prima tornata di regole relative al FSE in tutela della privacy dei cittadini assistiti. Viene ora indetta una consultazione pubblica
Le “linee guida” dell’attuale intervento del Garante vengono riassunte in quattro punti principali:
- Il fascicolo sanitario elettronico
«Il fascicolo sanitario elettronico dovrà essere costituito esclusivamente per il perseguimento di finalità di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Sarà consultabile dall’interessato con modalità adeguate (ad es., tramite smart card) e dal personale sanitario, strettamente autorizzato e solo per finalità sanitarie. Non potranno accedevi invece periti, compagnie di assicurazione, datori di lavoro»; - Il consenso autonomo e specifico
«Al paziente deve essere consentito di scegliere, in piena libertà, se far costituire o meno un fascicolo sanitario elettronico, con tutte o solo alcune informazioni sanitarie che lo riguardano e deve poter esprimere un consenso autonomo e specifico, distinto da quello che si presta a fini di cura della salute. Deve essere inoltre, prevista la possibilità di “oscurare” la visibilità di alcuni eventi clinici. Se il paziente non vuole aderire al Fse deve comunque poter usufruire delle prestazioni del servizio sanitario nazionale»; - Informativa comprensibile e dettagliata
«Per poter esprimere scelte consapevoli il paziente deve essere adeguatamente informato. L’informativa quindi con un linguaggio comprensibile e dettagliato, deve indicare chi (medici di base, del reparto ove è ricoverato, farmacisti) ha accesso ai sui dati, che tipo di operazioni può compiere, se il conferimento dei dati è obbligatorio o facoltativo, ecc»; - Le misure di sicurezza
«La delicatezza dei dati sanitari trattati impone l’adozione di specifici accorgimenti tecnici per assicurare elevati livelli di sicurezza che limitino il più possibile i rischi di accesso abusivo, furto, smarrimento».
L’intervento coinvolge comunque anche altri aspetti quali la regolamentazione dei soggetti autorizzati al trattamento dei dati, la gestione dei dossier sanitari, il rapporto con entità estere, le notifiche al Garante ed altro ancora.
Ognuno di questi punti porta avanti elementi cardinali nella tutela della privacy del cittadino. Permane infatti la piena libertà di cogliere o meno al FSE, la libertà di oscurarne parte dei contenuti, la facoltà di condividere le informazioni con chi si desidera. Soprattutto, i dati verrebbero tenuti al di fuori della portata di assicurazioni, periti e datori di lavoro, così che l’utente possa avere garantita l’integrità della propria vita privata senza che la fuga di notizie sulla propria salute possa minare diritti o rapporti precostituiti.
Le parti interessate hanno diritto (ed il qualche modo il dovere) di far sentire la propria opinione entro il 31 maggio, così che le regole che accompagneranno la nascita del “Fascicolo sanitario elettronico” possano essere valide e complete fin dalla prima ora. In ballo c’è gran parte del futuro sistema sanitario nazionale, nonché una buona fetta del diritto di ogni individuo alla propria privacy. Ad una delle parti più intime della propria privacy.
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