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Continua l’evoluzione tecnologica del “vecchi” hard disk

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Le future unità di memorizzazione saranno basate sulla tecnologia a stato solido, ma i “vecchi” hard disk a piatti magnetici sono ancora duri a morire.

Ormai il rapporto prezzo/gigabyte è eccezionale, con unità che raggiungono i 2 TB di capacità; purtroppo, però, tra qualche anno, si raggiungerà il limite fisico degli attuali materiali di registrazione magnetica.

Seagate ha mostrato una nuova tecnologia che dovrebbe permettere un aumento della capacità di registrazione per molti anni ancora. Con la registrazione magnetica assistita dal calore, i granuli che compongono il materiale magnetico vengono riscaldati con un raggio laser, consentendo un aumento della densità di registrazione di almeno 50 volte rispetto a quella possibile con le tecnologie attuali.

Per aumentare la densità di registrazione bisogna ridurre le dimensioni dei granuli, ma il granulo diventerebbe instabile, in quanto il suo stato magnetico verrebbe alterato da una piccola variazione di temperatura; inoltre, la testina del disco non potrebbe scrivere granuli così piccoli.

Seagate ha progettato una testina che integra un raggio laser di 70 nanometri. Il calore del laser permette di modificare lo stato magnetico del granulo e, quando il materiale si raffredda, l’informazione viene “congelata” in modo stabile.

Con l’ottica convenzionale non è possibile però focalizzare un raggio laser con dimensioni così piccole, per cui Seagate ha utilizzato le antenne ottiche, basate sulla near-field optics, con le quali è stata raggiunta una densità di storage pari a 250 gigabit per pollice quadrato. Valori maggiori saranno raggiunti impiegando laser da 20 nanometri.

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