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Space Panic, il primo platform-game della storia

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Universal era una piccola e semisconosciuta compagnia del Nevada quando nel 1980 lanciò Space Panic, un arcade che, sebbene non abbia goduto della fama che meritava, può essere considerato a tutti gli effetti il primo platform-game della storia, anticipando di un anno il famoso Donkey Kong.

Al personaggio controllato dal giocatore manca ancora la capacità di saltare ma sono già presenti tutti gli altri elementi distintivi del genere: le piattaforme disposte in modo irregolare a diverse altezze, collegate da scale e popolate da strane creature.

L’unica arma a nostra disposizione è una pala con cui scavare delle buche che fungeranno da trappola per i nemici che si aggirano nel quadro. Una volta caduti all’interno sarà necessario prenderli a badilate per farli precipitare al livello inferiore ed eliminarli del tutto.

Dal punto di visto tecnico il gioco non presenta particolarità: la piattaforma hardware è basata su una CPU Z80, la grafica ha una risoluzione standard di 192×256 pixel con una palette di 16 colori.

Il concept era semplice, divertente e richiedeva un minimo di strategia ma, probabilmente a causa dei personaggi e di un’ambientazione anonima, delle limitate capacità di marketing e della scarsa tradizione della Universal, non fece presa sul pubblico.

L’insuccesso commerciale però non impedì a Space Panic di influenzare gli altri sviluppatori dell’epoca: Monsters per BBC Micro e Apple Panic per Apple II non solo ne ripresero il concept, ma possono essere considerati dei veri cloni per home computer. In seguito, anche il popolare Lode Runner ne trasse ispirazione.

Ne esiste anche una conversione ufficiale per ColecoVision ma anche questa non ebbe fortuna perché arrivò tardi sul mercato, quando erano già disponibili altri platform con maggiore appeal.

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