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Caccia allo sbirro, scoppia lo scandalo

Caccia allo sbirro, ovvero il blog attraverso il quale riconoscere e segnalare operatori delle forze dell'ordine per notificarne pubblicamente l'identità e la zona di operatività. Il blog è stato messo all'indice dalla Digos, ma il caso non è chiuso

La notizia ha assunto pubblica notorietà: un blog, un movente politico, uno scontro che diviene immediatamente caso nazionale. Tutto nasce da un sito web che chiede agli utenti di identificare agenti delle forze dell’ordine, così che la loro identità possa essere rivelata mettendo a repentaglio le operazioni che richiedono forze in borghese ed interventi di persone in anonimato. Il sito usa frasi intimidatorie, dando all’iniziativa un significato preciso nell’ottica di una lotta diretta alle forze armate. In breve il tutto diventa un caso che richiama l’intervento del Parlamento e della DIGOS: il sito diviene irraggiungibile e la notizia passa su tutti i principali tg nazionali:

Le frasi che trapelano dai primi report rendono evidente la portata del caso. Il sito, infatti, avrebbe l’obiettivo specifico di «intimidire il repressore, per farli conoscere alle masse popolari»: ogni poliziotto viene identificato grazie al sito e la sua identità (nonché zona operativa) viene resa pubblica così che in caso di manifestazioni o scontri possa essere eventualmente identificato un operatore delle forze dell’ordine nella massa dei partecipanti. «Farli conoscere è un modo pratico per rendere il loro sporco lavoro se non impossibile, almeno difficile». Sebbene i riscontri reali dell’iniziativa possano essere dubbi, le motivazioni di fondo sono innegabilmente pericolose.

La “caccia allo sbirro” viene messa all’indice dai sindacati della Polizia ed il giudizio sull’iniziativa appare unanime: un qualcosa di pericoloso in grado di minare i principi stessi su cui si basa l’ordinamento nazionale. Le forze dell’ordine diventano un «obiettivo»: «Li hanno seguiti, ripresi con le videocamere, fotografati mentre fanno la guardia ai cortei o tengono d’occhio sit in di protesta davanti alle Procure durante i processi contro la sinistra radicale. E quelle foto, i ritratti di poliziotti in divisa e di funzionari in borghese col distintivo sulla giacca, le hanno riversate sul web».

Se vuoi aggiornamenti su Caccia allo sbirro, scoppia lo scandalo inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

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  • dodies

    Mi stupisce sempre come un evento diventi trampolino per altri.
    In questo caso, pur criticando il fatto per ovvie ragioni – è logico che poliziotti e simili ottengano un alto tasso di rischio nella loro professione e che attività del genere lo acutizzino – non “capisco”, ironicamente, come mai notizie ad effetto sono sempre pronte al momento giusto. In questo caso per sollevare dalla polvere un disegno di legge fatto male, scritto peggio, poco chiaro… e così via.
    Sembra una coincidenza? non saprei, ma credo inizino ad essere troppe, e troppo spesso legate ed evidenziate per poter poggiare altro sopra.
    saluti

  • Loredana

    Non sempre noi giovani abbiamo ragione! Contestiamo l’ordine perchè ci fa comodo. Desideriamo la libertà, ma la togliamo agli altri con i nostri presunti diritti. Siamo capricciosi perchè abbiamo tutto e reclamiamo il superfluo. Ci sentiamo perseguitati, ma non facciamo nulla per meritare il rispetto degli altri. Siamo innamorati delle ideologie e delle utopie della sinistra perchè è più una moda che una fede. Contestiamo i capitalisti, ma amiamo il capitale (degli altri). Siamo ipocriti, pigri, opportunisti, falsi, e soprattutto schiavi di cattivi maestri che vogliono lasciarci nell’ignoranza, nella sporcizia dei centri sociali, della droga che offusca il cervello, e schiavi della eterna rivoluzione contro chi produce e punta sulla meritocrazia. Infine diamo la “caccia allo sbirro” perchè siamo noi i servi dei nostri cattivi maestri e nella (sigh!)eterna “guerra” contro il nemico sublimiamo il nostro eterno “nulla”.

  • Sbalky

    Il problema non sussisterebbe se i poliziotti fossero muniti di maschera…
    Per il resto sottoscrivo ogni singola parola di Loredana.

  • chicco

    Ricordo solo la caccia all’uomo fatta dalla polizia a Genova nella Diaz. Oggi tanti bravi agenti che erano li presenti cenano tranquilli a casa magari ci ridono anche su con i colleghi ricordando i bei momenti e la prova mascolina di quel giorno. (non per tutti)

  • fiaccolanerorossa

    Il problema non sussisterebbe se i poliziotti fossero muniti di maschera… A GAS A RILASCIO INTERNO

  • Loredana

    Vorrei rispettosamente ricordare a Chicco, che anche la moglie di Raciti pensa all’assassino di suo marito, mentre cena tranquillamente a casa sua e ride con i suoi amici ricordando gli atti di eroismo commessi allo stadio. Oppure tutti quei poveri poliziotti che per 1.200 euro al mese si fanno ammazzare per difendere gentaglia che crea disordini solo per il gusto di menare le mani e farsi difendere da chi la pensa come loro organizzando qualche sciopero, tanto per creare altro casino.

  • gino

    …io ho una adsl.è a nome mio…quell’indirizzo ip è il mio nome.Quindi non sarei anonimo.Quindi per favore…basta con queste puttanate…e insomma non saprei…quasi quasi è una cosa montata apposta dallo stato…chissà… non è che sarebbe la prima volta che uno stato si crea un caso particolare per poter poi legiferare come vuole…

  • Loredana

    Se chiunque non andasse allo stadio a menare le mani, a bruciare le auto, a lanciare razzi in mezzo ai tranquilli spettatori che vorrebbero godersi la partita…
    Se altri non andassero, per pura noia o perchè delinquenti incalliti, a fare rapine, a stuprare ragazze, a rubare auto…
    Se ognuno non partecipasse alle manifestazioni che solitamente finiscono in disordini, o attaccasse la polizia per creare il precedente e poi farsi fotografare facendo le vittime….
    Se tutti occupassero il loro tempo con attività costruttive, anzichè andare a disturbare il cane che dorme….
    Credo che la polizia sarebbe meno impegnata a difendersi da questi attacchi e potrebbe servire il cittadino difendendolo da nemici invisibili che operano nell’ombra a danno della nazione.
    In ogni caso, chi non ha nulla da nascondere, non dovrà mai vedere le forze dell’ordine come nemici, semmai sarà felice di vederli operare perchè difendono il cittadino.

  • gino

    @Loredana
    Non mi sembra che qualcuno dica di avere assolutamente ragione e che gli altri siano caproni.Io vado a lavorare per 600 euro al mese…mi servono per pagarmi gli studi, sai com’è sono figlio di pezzenti.Ti sembra che io leda i diritti altrui perchè protesto contro il governo per questo fatto?Vorrei solo la libertà di istruirmi…e dopo trovare un lavoro per cui ho studiato…non per lavorare in un callcenter…e insomma…tu sapresti dirmi allora cosa dovrei fare per guadagnare il rispetto degli altri?tu che insomma…mi sembri più innamorata dell’ideologia di CL che non di quelle della sinistra…e sinceramente mi sento offeso dalle tue parole…perchè io lavoro da quando ho 15 anni(in nero ovviamente) sto alla larga dai centri sociali come dovrebbe stare alla larga da un lazzaretto chi tiene alla sua salute…(perchè chi ci sta dentro è gente che non ha voglia di fare niente…c’è poco da dire su questo)…per quello che dici sulle droghe…non so se tu sai come funzionano a livello chimico…le canne ti “annebbiano” il cervello(più che altro ti viene un gran mal di testa), l’eroina ti uccide,ma altre invece ti rendono molto più “attivo”. E per quanto riguarda i membri delle forze dell’ordine…sono esseri umani…e anche loro possono comunque delinquere in un modo o nell’altro…è doveroso,in uno stato civile poter procedere ad una rapida identificazione di chi delinque,tanto più se un rappresentante dello stato…in inghilterra hanno un codice numerico…ne nome ne località di azione…ma se io ad un posto di blocco sento di esser stato “abusato legalmente” con quel codice posso comunque far un esposto…pensa a quel ragazzo che ha perso la vita perchè PICCHIATO A MORTE dalla polizia di stato.

  • Loredana

    Caro Gino, spero di non averti offeso con le cose che ho scritto perchè anch’io non nuoto nell’oro. Ho grande rispetto per le tue parole e i tuoi pensieri perchè sono frutto di rabbia di fronte alle ingiustizie quotidiane. Sono d’accordo con te, quando dici che dobbiamo individuare chi delinque, chiunque esso sia. Nel passato, non capivo perchè reagivo d’istinto. Nel tempo ho cominciato ad analizzare i fatti intorno a me. Ho capito che la società sarà sempre divisa in: alta borghesia (ricchi);media borghesia (meno ricchi);piccola borghesia (impiegati, commercianti);proletariato poveri). Ognuno di noi per la propria collocazione, intelligenza, capacità, onestà, tenterà nel tempo di passare da una categoria all’altra. Se poi si vuole fare in fretta e non perdere tempo, ci si affida alla furbizia, all’amico…, al politico, alla strada più facile… a danno degli altri. Non ci sarà mai una società ideale, paradisiaca, di egualitarismo, perchè ci sarà sempre qualcuno che in nome di un ideale, comincerà bene e finirà peggio. Allora spetterà a noi valutare, di volta in volta, ciò che riteniamo accettabile e sopportare ciò che gli altri ci infliggono contro la nostra volontà. Una cosa l’ho appurata, da sempre esistono tre categorie di esseri umani: Predatori, prede, osservatori. Dobbiamo solo stabilire a quale categoria vogliamo appartenere. In bocca al lupo.

  • gino

    Grazie dell’augurio, non mi sono offeso, volevo solo dire che chi protesta o manifesta contro delle scelte della politica non sempre è uno scansafatiche o un figlio di papà che fa il “comunista” perchè fa figo(e una buona parte lo sono solo per quello)o anzi…non sempre è un “comunista”, semplicemente io vorrei che i miei diritti non venissero calpestati…tanto più da chi sta dove sta per SERVIRE IL CITTADINO e deve fare delle leggi su cose che non conosce o conosce comunque marginalmente… detto questo è un piacere trovare qualcuno che come te vuol fare una discussione costruttiva invece di dire cose tipo “maschere a rilascio interno di gas”…

  • Claudio

    Gino,
    fermo restando che gli appartenenti alle FF.OO sono esseri umani e quindi fallibili, resta evidente che, anche se un medico può sbagliare, quando abbiamo un male tutti andiamo in ospedale.
    E ci fidiamo.
    Perchè siamo consapevoli che la maggior parte di loro è sana, professionale e in buonafede.
    Lei oltretutto vive in una democrazia, per cui gode di numerosi strumenti per far valere i suoi diritti.
    E quindi mi permetta di consigliarle, se si sentisse leso durante un controllo, di avvalersi dell’organo di Polizia gemello (ovvero se controllato dalla Polizia chiederà l’ausilio ai Carabinieri, viceversa alla Polizia se il controllo è dei Carabinieri) e poi si potrà sempre recare presso la più vicina Procura e sporgere regolare denuncia. Ma solo se effettivamente si sentisse leso nei suoi diritti (glielo ripeto) poichè Le ricordo, che se le sue accuse non saranno suffragate, Lei stesso incorrerà in sanzioni.
    Per cui attento a non confondere per ignoranza delle leggi, determinate facoltà riconosciute alle Forze dell’Ordine come una violazione.
    E tutto ciò può avvenire senza che il personale in servizio debba circolare mostrando numeri distintivi o dati personali.
    D’altronde neppure Lei, quando gira per la città, va in giro con una targhetta od un cartellino che reca il suo nome o un numero che la rende identificabile, o sbaglio?
    Quanto all’argomento principe, Le ricordo che non si parla di identificare il poliziotto di strada ma il personale operante durante le manifestazioni di Ordine Pubblico, per poterli meglio denunciare quando qlke fotografo di parte li immortala a manganellare il povero manifestante inerme (che un minuto prima aveva lanciato una bomba carta che aveva cavato un occhio ad un collega del poliziotto- cosa che a Genova è avvenuta e che avviene durante tante manifestazioni sia calcistiche che sportive ma a cui non viene dato rilievo.)
    Manifestazioni in cui gli antagonisti stessi (appartenenti ai centri sociali a cui fa riferimento il noto sito Inymedia che ospitava il blog Caccia allo sbirro, di evidente matrice politica di sinistra -quindi nessun servizio deviato come qualche buontempone ha ipotizzato in interventi precedenti-) si presentano armati e travisati e non mi risulta che gli organizzatori di dette manifestazioni stilini ordini di servizio che permettono poi di identificare i responsabili, che non hanno numeri identificativi o cartellini anagrafici, di nefandezze come la distruzione di Genove nei tre giorni del G8.
    Che ora, gli stessi devastatori, per meglio tutelarsi, chiedano che ad essere identificati siano gli appartenenti alle forze dell’Ordine è quanto meno ridicolo.
    Buona lettura.

    P.s.
    Le FF.OO. effettuano servizio in circa diecimila manifestazioni all’anno.
    Di natura sportiva, culturale o politica.
    Solo una parte di esse sfocia in scontri.
    Ma in tutte è presente la Polizia.
    Forse allora, la colpa non è la loro, ma della variabile di chi organizza le manifestazioni.
    Perchè ci sono manifestanti pacifici ed altri che partono già con l’intenzione di far casino.
    Lei si tenga alla larga da quest’ultimi e vedrà come aumenterà la stima per l’operato delle Polizie italiane.

    Mi perdoni per la lunghezza della risposta.
    Con cordialità, Claudio

  • Loredana

    Gino, comprendo il tuo disagio ma vedo che dialogando e chiarendo i fatti con serenità anche tu trovi una ragione per non colpire nel mucchio o essere di parte, come il simpatico “fiaccolanerorossa” che preferirebbe vedere i poliziotti con “maschere a rilascio interno di gas”. Per questo soggetto non occorrono commenti perchè ritorneremmo a descrivere le cause che scatenano l’odio verso le forze dell’ordine. Quando non si ha una volontà, ma si fa parte di un branco, ci si sente più forti e invincibili. Noi giovani siamo disorientati perchè qualcuno ci vuole strumentalizzare facendo leva sui nostri bisogni, sulle nostre insoddisfazioni, sulle nostre debolezze, usandoci come teste d’ariete per combattere un sistema che non piace a chi non ama l’ordine. Immaginiamo per un attimo le città senza forze di polizia. Regnerebbe il disordine più assoluto. I cittadini inermi sarebbero in mano a bande di delinquenti e in poco tempo ci sarebbe il caos più assoluto a danno dei più deboli. Come ti avevo detto prima, non esiste una società perfetta, ideale, ma per evitare tentativi di sopraffazioni e soprusi occorrono delle regole. Possono piacere o non piacere, ma sono necessarie. Una volta leggendo in un altro blog argomenti sullo stesso tema, mi ha colpito un intervento di qualcuno che ricordava come gli stessi problemi della nostra società odierna, esistevano già circa 2000 anni fà ed erano stati trattati da Platone nella sua “Repubblica”.

    QUANDO UN POPOLO,
    DIVORATO DALLA SETE DI LIBERTA?,
    SI TROVA AD AVERE IL CAPO DEI COPPIERI CHE GLIENE VERSA QUANTA NE VUOLE,
    FINO AD UBRIACARLO,
    ACCADE ALLORA CHE,
    SE I GOVERNANTI RESISTONO ALLE RICHIESTE DEI SUOI PIU? ESIGENTI SUDDITI,
    SONO DICHIARATI TIRANNI.
    ED AVVIENE PURE CHE CHI SI DIMOSTRA DISCIPLINATO NEI CONFRONTI DEI SUPERIORI E? DEFINITO UN UOMO SENZA CARATTERE, UN SERVO ;
    CHE IL PADRE IMPAURITO FINISCE COL TRATTARE IL FIGLIO COME SUO PARI E NON E? PIU? RISPETTATO ;
    CHE IL MAESTRO NON OSA RIMPROVERARE GLI SCOLARI E COSTORO SI FANNO BEFFE DI LUI ;
    CHE I GIOVANI PRETENDONO GLI STESSI DIRITTI,
    LA STESSA CONSIDERAZIONE DEI VECCHI E QUESTI,
    PER NON PARERE TROPPO SEVERI DANNO RAGIONE AI GIOVANI.
    IN QUESTO CLIMA DI LIBERTA?, NEL NOME DELLA MEDESIMA, NON VI E? PIU? RIGUARDO, NE? RISPETTO PER NESSUNO.
    IN MEZZO A TANTA LICENZA NASCE E SI SVILUPPA UNA SOLA PIANTA:
    LA TIRANNIA.

    (La Repubblica di Platone ? Filosofo (427 a.C. ? 347 a.C.)

  • mag

    il problema sono spesso gli ordini che gli impartiscono, come ad esempio picchiare i tifosi pacifici per incutere loro timore per non fare casino in futuro…

  • alex

    il problema dell’uomo è la troppa libertà che negli anni si è ottenuta… il diritto di manifestare per ogni piccola cretinata, il diritto di associarsi in pseudo centri di cultura (detti sociali, che a mio avviso sono solo delle associazioni sovversive e come tali, da punire anche solo il tentetivo di fondarle…).
    cominciamo a tagliare quì, e se preprio bisogna fare i comunisti, che si faccia a modello cinese: punirne uno per educarne 10.000.
    vediamo se poi il comunismo è ancora così bello…
    salve a tutti!!!!

  • Loredana

    Ha ragione Alex! Da un articolo sull’economia cinese ho letto questo:

    Qual è il segreto dell?economia cinese?

    Spesso quando cerchiamo di capire da cosa nasce il basso costo delle merci cinesi (scarpe, vestiti, giocattoli, gadget?) le risposte forniteci dai giornali e dalle trasmissioni televisive sono sempre le stesse: ore di lavoro raddoppiate, sfruttamento minorile, bassi salari offerti alla manodopera locale.
    Ma quello di cui non ci parlano, se non velatamente, sono le torture, gli omicidi, il traffico illegale di organi, gli abusi e le nefandezze che subiscono quotidianamente milioni di persone.
    In Cina l?abbondante manodopera è spesso a costo zero: tutti detenuti condannati ai lavori forzati.
    Inoltre le materie prime sono a volte costituite dai detenuti stessi: i loro cadaveri vengono usati per alimentare l’industria cosmetica e il traffico di organi.
    È la storia dei Laogai che in cinese vuol dire ?riforma, rieducazione attraverso il lavoro?.
    È la storia di veri e propri campi di concentramento che rappresentano il fondamento del sistema carcerario cinese oltre che di quello ?economico?.
    È da questi luoghi che provengono giocattoli, vestiti, prodotti minerari, frutto delle 18-20 ore di lavoro giornaliero di detenuti, in gran parte dissidenti politici, che attraverso uno sforzo quotidiano cercano di espletare il ?processo di riabilitazione? voluto dai rappresentanti del partito comunista cinese.
    Ma non è tutto! Il massimo delle atrocità è commesso sui condannati a morte (esecuzioni capitali effettuate ad altissima frequenza). Una volta giustiziati si procede all?espianto degli organi che vengono forniti poi al mercato. In Cina per legge chi riceve un organo non può richiederne la provenienza né i parenti del giustiziato possono vederne il cadavere dato che tra l?altro i corpi vengono immediatamente cremati.
    Quanti sono i Laogai? Impossibile saperlo anche perché vengono continuamente chiusi per poi essere riaperti in luoghi o province diverse. Amnesty International e Human Rights Watch stimano attualmente circa 1000 campi e 6.000.000 di detenuti. Un?invidiabile base d?azienda!
    Quindi quella che noi conosciamo è soltanto una facciata dell?economia di un paese che basa tutta la propria forza e il proprio potere sulla privazione di quello che dovrebbe essere il principio basilare di una vita: la dignità.
    L?esplosione del pianeta Cina, il ritmo frenetico dell?incremento del suo PIL, la luccicante vetrina che si sta allestendo per i suoi giochi olimpici nasconde quindi da quattro a sei milioni di esseri umani privati della loro libertà e della loro dignità che in silenzio e con sofferenza stanno lavorando per noi e per le nostre gioie ludiche.

    Se avanzerà una medaglia dedichiamola a loro!

  • afdas

    hahaha!!! nomi e cognomi di quei bastardi vogliamo!!

  • Slim Shady

    @claudio si ma se il medico sbaglia lo posso denunciare proprio perchè posso idetinficarlo istantaneamente!!!!ed è vero tutti possono sbagliare….ma non tutti facciamo li stessi errori quindi perchè per certi lavori,non fare anche una selezione di tipo morale e ideologica,oltre che psichiatrica???!?!?
    @loredana con tutto il rispetto per Platone….ma quel che diceva si sta sviluppando ora in uno stato dove la democrazia e in discussione da “abili” comunicatori dalle etichette delle innumerevoli finte classi e da miliaia di regole,dove i maestri per paura di infrangerle non sgridano gli alunni o i padri per paura di dover pagare in qualche modo,temeno il confronto coi figli…io nella mia famiglia sono sempre stato cresciuto come uno alla pari mi è sempre stato lasciato esprimere il mio parere e sicuramente non sono mancati scontri ma ad oggi sento di avere una percezione del mondo rispetto ad altri coetani cresciuti con il dovere di rispettare delle regole senza domandarsi se queste siano giuste,e che oggi in nome di ciò non sono più in grado di rivendicare i loro diritti!!!! ed è vero che una società ideale è lontana…ma se per iniziare a pagare fosse sempre chi sbaglia e fosse privato delle “vie di fuga” che le nostre fantastiche leggi permettono a chi ha soldi…io personalmente avrei più credibilità per lo stato e le sue autorità!!!

  • Claudio

    Caro Slim, il mio esempio che richiamava l’ordine dei medici non riguardava l’identificazione ma la fiducia.
    Non perchè un medico sbaglia, tutti i medici sbagliano. E non per questo si disertano gli ospedali.
    Quanto all’identificazione, capisci da solo che la proposta non può non essere faziosa, e con un secondo fine, se proviene proprio coloro che lanciano molotov e sanpietrini contro le FF.OO e inneggiano a 10-100-1000 Nassirja…..

  • Loredana

    Slim, il paragone col passato è improponibile per una serie di cambiamenti radicali avvenuti nella società di oggi. Una volta esisteva la famiglia strutturata in maniera gerarchica, le regole erano rigide perchè la vita era dura e le piccole conquiste quotidiane davano maggior sapore ai risultati ottenuti. Sicuramente il confronto con gli adulti era molto più problematico e l’esercizio dei propri diritti era soprattutto basato sui meriti e non sul buonismo a buon mercato come quello di oggi. Personalmente ho sempre avuto un buon dialogo con i miei genitori perchè alla base dei nostri rapporti ha prevalso l’educazione, l’intelligenza e il rispetto reciproco. Riferendoci alle Istituzioni e a chi le rappresenta, non possiamo liquidare con i soliti luoghi comuni l’operato di chi almeno nella forma rispetta le sue vittime… Non possiamo addebitare ad un solo uomo il comportamento di 50.000.000 d’italiani. Dubito che dando la massima libertà d’azione a chiunque, per essere graditi a tutti, ne potremmo ricavare grossi vantaggi. Chi predica e fomenta le masse reclamando sempre diritti e niente doveri, non fa un buon servizio alla società. Io ho sempre diffidato di coloro che mi hanno voluto fare solo regali senza chiedermi in cambio sacrifici.
    Questo secondo me è il concetto del rispetto delle regole.
    Se poi nella nostra eterna insoddisfazione e sete di giustizia vogliamo credere che ci saranno dei Robin Hood pronti a togliere ai ricchi per dare ai poveri, penso di non avere capito molto della vita.
    Posso solo dire che Abramo Lincoln aveva capito qualcosa più di me con le sue 10 regole:

    1. Non si può generare prosperità scoraggiando la parsimonia.
    2. Non si può rafforzare il debole indebolendo il forte.
    3. Non si possono aiutare gli uomini piccoli abbattendo gli uomini grandi.
    4. Non si possono aiutare i poveri distruggendo i ricchi.
    5. Non si può elevare il lavoratore dipendente danneggiando il datore di lavoro.
    6. Non si possono evitare i problemi spendendo più di quello che si guadagna.
    7. Non si può incrementare la fratellanza umana promuovendo l?odio di classe.
    8. Non si può stabilire solida sicurezza sociale sulla base di denaro preso a prestito.
    9. Non si possono costruire carattere e coraggio togliendo all?uomo la capacità
    d?iniziativa e la sua indipendenza.
    10.Non si possono aiutare gli uomini in maniera permanente, facendo per loro ciò che essi dovrebbero o potrebbero fare da soli.

  • GLuca

    Mi stupisce la spupidità di qualcuno che commenta con frasi come quella di fiaccolanerorossa, i poliziotti sono persone da apprezzare per il lavoro e il servizio che svolgono. Non sono tutti uguali ma la gran parte è brava gente che ha una famiglia come qualunque altra persona (impiegato, operaio, commerciante ecc.)

  • roberto

    condivdo a pieno il commento di loredana,non avrei potuto esprimere meglio il concetto. oltretutto, leggendo altri commenti, come quello della diaz, voglio sottolineare che, da appartenente alle ff.oo., non è giusto fare di tutta un’erba un fascio, non condivdo l’operato dei colleghi in quel contesto ed altri simili come non condivido l’operato dei manifstanti di sinistra in altrettanti contesti, come appoggio il lavoro di tantissimi altri miei colleghi e accetto la pacifica espressione di idee in diverse forme purchè pacifiche. siamo tutti esseri umani e come tali possiamo sbagliare. spesso si dice che fare il carabinere o il poliziotto è un ripiego alla mancanza di lavoro, e forse è anche vero, ma c’è anche chi lo fa per passione. il polziotto della digos “sgamato” su caccia allo sbirro, magari sta svolgendo indagini sotto copertura per sventare un eventuale attentato terroristico all’ambasciata americana proprio vicino casa di qualcuno di noi in cui potrebbero morire i nostri familiari, a questo ci avete pensato quando avete ideato questa iniziativa?