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Quando i videogame migliorano la vista

Secondo una recente ricerca scientifica, alcuni videogiochi di azione sarebbero in grado di migliorare la vista, rendendo più accurato il riconoscimento degli oggetti in condizioni di penombra. I videogame potrebbero affiancare le cure tradizionali

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I videogiochi di azione sono una buona ginnastica per gli occhi. A rivelarlo è un gruppo di ricercatori che ha da poco condotto uno studio sugli effetti di alcuni videogame sulle capacità visive dei giocatori. Alcune caratteristiche dei giochi di azione sembrano migliorare la capacità visiva in condizioni di scarsa illuminazione, un risultato particolare che sta destando molto interesse nella comunità scientifica.

I ricercatori hanno infatti rilevato come i videogiochi di azione, in cui occorre prendere la mira e colpire alcuni specifici obiettivi, siano in grado di aumentare la capacità degli utenti di vedere gli oggetti in condizione di penombra, quando i colori sono meno evidenti e tendono verso le tonalità di grigio. Un effetto non banale e fino a ora raggiunto solamente tramite la prescrizione di un paio di occhiali, di lenti a contatto o di un intervento chirurgico teso a migliorare le capacità visive del soggetto. Ora ai protocolli di cura potrebbero aggiungersi anche i videogiochi, una soluzione che in alcuni casi sembra rivelarsi ancora più efficace dei tradizionali sistemi di correzione per la vista.

A causa di fattori ereditari o di specifiche condizioni ambientali, la vista può perdere col tempo parte della sua funzionalità divenendo meno sensibile ai cambiamenti di luce e di contrasto. Tale processo interessa migliaia di persone in tutto il mondo e porta spesso all’incapacità di riconoscere gli oggetti nella penombra o distinguere nettamente i loro contorni. «In genere, migliorare la sensibilità per il contrasto significa indossare un paio di occhiali o subire un’operazione, qualcosa in grado di cambiare le capacità ottiche degli occhi. Ma ora abbiamo scoperto che i videogiochi di azione consentono al cervello di imparare a gestire le informazioni visive con maggiore efficienza. I miglioramenti durano per mesi anche dopo l’ultima sessione davanti a un videogioco» si legge nello studio da poco pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Neuroscience.