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La navigazione “libera” aiuta la produttività: è provato

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Navigare, in ufficio, anche per motivazioni cosiddette “private”, fa aumentare la produttività del singolo lavoratore.

Strano? Forse, ma a dirlo è niente meno che la Melbourne University, con un recente studio da essa condotto. I social network, o canali come YouTube, aiuterebbero il lavoratore a mantenere la concentrazione durante la giornata lavorativa, poiché capaci di “distribuire” meglio le forze dell’intelletto.

Nulla è campato per aria, e ci sono anche i numeri: la produttività aumenterebbe, infatti, in una misura pari al 9% rispetto al collega, che nell’ufficio affianco non stacca mai cervello e sguardo dalle proprie attività.

Secondo lo studio (e non è nemmeno poi così strano) il lavoratore avrebbe una certa “autonomia” in fatto di concentrazione, e la pausa sul Web d’intrattenimento aiuterebbe a riprendersi e a tornare in pista, ancor più competitivo. Il segreto, in pratica, sta nelle cosiddette “pause volontarie”, fisiologicamente richieste dall’organismo.

L’importante è, infine, non superare un certo limite nella navigazione libera; un limite che si aggira attorno ad un quinto delle ore lavorative. E a quelle aziende che proibiscono un po’ di sano girovagare sul Web, cosa dire? Ripensateci.

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