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Liquida: l’aggregazione per guadagnare… e far guadagnare?

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Liquida.it, attualmente in versione beta, si presenta come piattaforma e come magazine per l’aggregazione dei contenuti generati dai blogger italiani, aspirando a far emergere quelli migliori. Il suo amministratore delegato, Andrea Santagata, ha significative esperienze di Web e Web marketing, essendo stato co-fondatore della piattaforma blog Splinder e avendo poi lavorato per Libero.it e come responsabile marketing di Virgilio.it.

Nei giorni scorsi è stata diffusa la notizia di un significativo investimento di Quantica Sgr proprio su Liquida.it che, quanto al modello di business, genera entrate e fa marketing attraverso il suo servizio di aggregazione e monitoraggio della rete.

Il fulcro su cui Liquida.it intende far leva è una circostanza difficilmente arginabile del Web: anche limitandosi ai blog, la continua generazione di contenuti ha il suo corrispettivo in una continua “sparizione” o irraggiungibilità degli stessi. Il problema è che anche i servizi di aggregazione si moltiplicano e verosimilmente si moltiplicheranno.

Cosa potrà fare la differenza tra i servizi di aggregazione? Forse la “valorizzazione” del prosumer? Nelle FAQ di Liquida.it, in effetti, si trova un cenno, che resta enigmatico, al problema della “valorizzazione” e della “redistribuzione economica del valore generato” dai contenuti aggregati. Si allude anche a Google AdSense, dicendo che esso (o qualcosa di simile) non può restare “l’unico strumento” a disposizione dei produttori di contenuto per guadagnare qualcosa.

Resta nel vago a quali modelli alternativi si stia pensando: anche perché trovare un modello interessante, per garantire un ritorno economico ai prosumer, significherebbe trovare un modo per distinguersi e diventare preferibili tra tanti altri servizi di aggregazione.

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