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Apple chiamata in causa sul touchscreen

L'ennesima causa intentata ad Apple, con l'idea di un ritorno economico o magari d'immagine, giunge dalla tailandese Elan e riguarda la tecnologia di rilevazione del dito su un touchscreen o un touchpad. Ancora ignota la cifra per un possibile accordo

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Continuano ad piovere cause su cause (più o meno fondate) per violazione di brevetti ad Apple. Il nuovo caso emerso concerne una tecnologia utile al riconoscimento della posizione del dito all’interno di un’area sensibile al tocco. Il tutto coinvolgerebbe dunque prodotti come iPod Touch, iPhone e i MacBook.

Stavolta ad intentare la causa è la Elan Microelectronics, società tailandese non nuova a simili forme di tutela postuma delle proprie tecnologie. Già in precedenza, infatti, il gruppo era riuscito a vincere una causa non troppo differente contro la Synaptics, società che sviluppa e gestisce tecnologie relative al “tocco” per conto di grandi produttori di hardware come Acer. Questo precedente sembra però dar forza alle ragioni dell’accusa: a proprio favore la Elan Microelecronics ha infatti già una importante vittoria in un caso concernente medesima tecnologia e medesimi brevetti.

Lo scopo della Elan al momento sembrerebbe quello di ottenere un’ingiunzione dal giudice che impedisca ad Apple di commercializzare prodotti contenenti una tecnologia che si sostiene essere troppo simile a quella già registrata con specifico brevetto. Inoltre c’è anche la volontà di ottenere un compenso in denaro la cui entità non è però stata ancora rivelata. Probabile che, come spesso accade, per non dover sostenere spese eccessive e sopportare problematici ritardi, Apple decida di tagliare la testa al toro cercando un accordo monetario al di fuori dall’aula tale da consentire al gruppo di continuare a produrre e distribuire al pari di quanto posto in essere prima che i legali muovessero le proprie armi.

Intanto le azioni della Elan Microelectronics hanno già registrato un aumento dell’1% pur nel contesto di un listino in giornata di difficoltà. Simili notizie, infatti, non possono che portare a ricompense in denaro, accordi convenienti o comunque pubblicità positiva, specialmente in un momento in cui touchscreen e touchpad si rivelano essere pedine fondamentali per il successo di una tecnologia.

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