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Voti bassi? Forse è colpa di Facebook

Una ricerca condotta dalla Ohio State University mostra chiaramente una diretta correlazione tra l'utilizzo di Facebook e le prestazioni a livello scolastico. In pratica, chi più utilizza gli strumenti di social networking meno studia e viceversa

Utilizzare Facebook può limitare considerevolmente le ore dedicate allo studio, con un conseguente degrado delle prestazioni scolastiche. È quanto emerge da uno studio condotto dalla Ohio State University per mano della studentessa e ricercatrice Aryn Karpinski e condotto su 219 studenti universitari.

Dal campione preso in esame, i 148 studenti che avevano dichiarato la loro passione per Facebook
mostravano un GPA (scala di valori usata nelle università americane per la comparazione dei voti) sensibilmente inferiore rispetto a chi non manifestava un particolare interesse nei confronti di tale strumento, ovvero un punteggio di 3.0-3.5 per i primi, contro 3.5-4.0 dei secondi. «il nostro studio mostra come le persone che passano più tempo su Facebook trascorrano meno tempo studiando», ha dichiarato Karpinski; gli utenti Facebook avrebbero infatti ammesso di studiare solamente da una a cinque ore la settimana mentre i restanti avrebbero dichiarano un monte ore pari come minimo a 11-15 ore. Non sarebbero pochi gli studenti avvezzi agli strumenti di social networking: ben 65 studenti su 100 avrebbero accesso a Facebook almeno una volta al giorno, per un periodo di tempo che in alcuni casi supera abbondantemente l’ora.

Lo studio non vuole comunque mettere il portale di social networking direttamente sul tavolo degli imputati, ma si limiterebbe ad evidenziare una correlazione tra il fattore Facebook e i punteggi bassi: «voglio solo dire che c’è un qualche tipo di relazione», afferma Karpinski, «e che ci sono ancora alcune variabili terze che devono essere prese in considerazione. […] Ci potrebbero essere altri fattori coinvolti, in grado di collegare gli utenti Facebook e i punteggi più bassi, come i tratti della personalità». Non è detto inoltre che il portale in questione sia causa unica di distrazione, «potrebbe essere che se non fosse per Facebook alcuni studenti troverebbero comunque altri modi per evitare lo studio e ottenere comunque voti più bassi. Ma forse GPA più bassi potrebbero essere dovuti al fatto che gli studenti trascorrono troppo tempo socializzando online».

«Per me», conclude Karpinski, «Facebook è un grande strumento di distrazione».

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  • http://www.patrickweb.it Patrick

    Beh… ovvio che internet in generale porta via un sacco di tempo, e i “divoratori” maggiori sono proprio i social network dove prima di leggere tutte le news dei 200 e più “amici”….

  • Baffo

    cavolo ci voleva proprio uno studio per arrivarci …

    perchè non facciamo uno studio fra la correlazione:
    Studi inutili finanziati dalle università
    - soldi investiti per la lotta alle malattie serie

  • Sbalky

    Non solo a scuola, anche in ufficio…

  • cl-artdesign

    Resto sempre basito difronte a queste cretinate… un tempo erano i fumetti, poi è stata la TV, poi i videogiochi ed ora Internet.

    Forse consiglierei che per vedere dei voti alti in Ohio di dotarsi d’insegnati più capaci e capaci d’invogliare un po’ di più gli studenti: magari ottengono dei risultati differenti.

  • Name29

    Dovete dire a questa università che il primo aprile è passato da tempo!

    Figuriamoci se vengono spesi dei soldi per delle ricerche senza senso come questa!

  • Eleonora

    Come per tutte le cose ci vuole “la misura”. E se è già difficile per gli adulti figuriamoci per i ragazzi. Quindi sta ai genitori sapere dare le misure. Ma non è solo Facebook che rallenta le capacità di apprendimento, anche la televisione con le interruzioni pubblicitarie non è male in questo. è stato provato (e non di recente ma già diversi anni fa) che le interruzioni pubblicitarie impediscono la concentrazione. Quindi Facebook o non Facebook… Per raggiungere degli obiettivi ci vuole la moderatezza e la disciplina anche e soprattutto da parte dei genitori nel caso degli adolescenti… PPRendiamoci la nostra bella “fetta” di responsabilità una volta tanto!

  • http://www.aleantonelli.altervista.org Gabbianone94

    È la scuola che deve essere rivoluzionata in funzione di Internet, non viceversa. Siamo nel 2010, e non è possibile che gli studenti per studiare debbano ignorare Internet per utilizzare ancora polverosi libri.

  • miss pattinson

    cazzate cazzate.ma chi ci crde a parte gli adulti!!!non è mica facebook a non far concentrare i ragazzi;sono altre cazzate come fidanzati… e do un grosso saluto alle fan di twilight ma sopratutto di robert pattinson
    (lo sapevate che robert pattinson è il mio fidanzato?no? be ora losapete hihihihi xd xd xd)

  • Eleonora

    E allora meno male che di giovani ce n’è sempre di meno visto il tasso di natalizzazione in Italia e nei paesi occidentali. Di questo passo ce la facciamo ad arrivare al punto di non correre più il rischio di distrazioni… Perchè i risultati si vedono! e si leggono!

  • Baffo

    @miss pattinson
    bbk

    @Eleonora
    si certo, più che del tasso di “natalizzazione” io mi preoccuperei del tasso di alfabetizzazione !

  • Eleonora

    Brava. Hai proprio ragione. La parola esatta è “natalità”… Può capitare quando si vive all’estero da molti anni e si parla tutti i giorni un’altra lingua! Il concetto però rimane il solito.
    Grüße