Zennstrom e Friis, ritorno di fiamma su Skype
Niklas Zennstrom e Janus Friis potrebbero essere tornati alla carica per risalire sul trono di Skype. Una piccola forte leva contrattuale potrebbe imporre a Skype una trattativa; i capitali potrebbero arrivare; eBay potrebbe gradire, prezzo permettendo
Nei giorni passati si è saputo come il gruppo controllato da eBay avrebbe avviato una procedura legale per difendersi dal mancato rinnovo della licenza per la tecnologia Joltid (in mano alla coppia Zennstrom/Friis), al centro del cuore P2P del servizio. La vertenza dovrà ora attenersi ai tempi dettati dalla giustizia, mentre parallelamente Zennstrom e Friis potrebbero avanzare la propria offerta approfittando della leva contrattuale in possesso. Entro fine anno, per sentenza o per accordo, la questione giungerà ad una qualche conclusione e Skype deve fare in modo che sia a proprio vantaggio per evitare seri problemi e pesanti conseguenze gravanti direttamente sul servizio.
Non solo. Zennstrom e Friis sarebbero in contatto con alcuni investitori privati dai quali sta iniziando la raccolta dei capitali per tentare la scalata a Skype. Le parti ovviamente non confermano, ma il cerchio sembra quadrare: una buona leva contrattuale, un interessante capitale e la disponibilità della controparte potrebbero essere ingredienti sufficienti per favorire il buon esito delle trattative.
Difficile, se non impossibile, capire a quanto potrebbe aumentare la possibile cifra a cui potrebbe avvenire la transazione. Da considerare, infatti, vi sono molti fattori: la volontà di eBay di monetizzare il successo del proprio servizio; la grande crescita di Skype (community più che quadruplicata dalla cessione ad oggi); il forte ammontare di capitale cash a disposizione di Skype; il grande sviluppo del servizio, recentemente approdato con serietà in ambito mobile. eBay, insomma, non ha alcuna intenzione di svendere il proprio gioiello: nonostante ancora non sfondi, nonostante i rischi, nonostante l’assenza di sinergie con il resto del gruppo. La minaccia gravante sul servizio, però, potrebbe in qualche modo imporre al gruppo una sorta di trattativa esclusiva con Zennstrom e Friis. La vede così anche il NYT: «Senza un accordo o altra risoluzione, la disputa potrebbe dissuadere chiunque tranne Zennstrom e Friis dal considerare una acquisizione di Skype».
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