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Facebook e il referendum sulla privacy

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Gli utenti hanno ormai un vero e proprio potere decisionale nell’ambito dei social network: essi partecipano attivamente anche alla loro gestione e alla definizione delle regole da seguire nell’utilizzo dei servizi. È il caso di Facebook, che ha deciso di proporre ai suoi utenti un referendum che riguarda le regole da seguire in tema di riservatezza.

In sostanza saranno gli internauti stessi a decidere se bisognerà seguire le regole sulla privacy che sono tutt’ora in vigore nell’ambito del popolare social network o se invece è opportuno seguire le novità che sono state pensate, a partire dai commenti degli utenti.

Fino al 23 aprile si potrà votare nell’ambito di quello che è stato chiamato “Facebook Governance“, un progetto i cui chi utilizza un servizio Web ha diritto di far valere la sua opinione in merito alla gestione del servizio stesso.

Il caso di Facebook è destinato comunque ad alimentare polemiche varie, che riguardano soprattutto le condizioni in base alle quali i voti verranno considerati validi. Si è scelto di operare in modo che il parere degli utenti abbia voce in capitolo solo se alla votazione parteciperà almeno il 30 % degli utenti attivi al momento in cui verrà divulgata la votazione.

Poiché un utente può essere considerato attivo solo se ha effettuato l’accesso negli ultimi trenta giorni, la condizione imposta rischia di risultare troppo restrittiva e di scoraggiare molti a partecipare, non permettendo una sicura realizzazione del progetto.

Quello che si pone per Facebook è insomma un caso che riguarda la vera e propria partecipazione democratica messa in pericolo da una soglia del 30%. Ma non si tratta di un problema che rimane solo dentro i confini della virtualità, visto che un gruppo di utenti francesi ha già messo in atto una protesta in piazza presso L’Arco della Defense di Parigi.

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