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Yahoo si prepara a chiudere GeoCities

Yahoo annuncia la decisione di chiudere entro l'anno lo storico portale di Web hosting gratuito GeoCities. Chi non volesse perdere il proprio pezzo di storia può comunque passare a Yahoo Web Hosting, servizio analogo ma a pagamento

Chi naviga sul Web da almeno una decina d’anni non può non ricordare GeoCities, lo storico portale di Web hosting gratuito che ha offerto a migliaia di persone la possibilità di creare la loro prima homepage. Dopo molti anni di onorato servizio, pare però sia ora giunto infine il momento del suo pensionamento. Yahoo ha infatti annunciato la decisione sospendere l’apertura di nuovi account all’interno delle ‘città’ che popolano il portale e di chiudere in maniera definitiva il servizio entro fine anno.

GeoCities nasce nel 1994 per mano di David Bohnett e John Rezner e si pone presto all’attenzione dell’allora pionieristica popolazione del Web per offrire tutti gli strumenti necessari alla creazione di un piccolo sito personale da posizionare all’interno di una delle città virtuali che compongono il portale. Il successo della formula proposta è tale da convincere Yahoo a sborsare nel 1999 circa 4 miliardi per la sua acquisizione, anno nel quale GeoCities raggiunge quota 1,1 milioni di utenti.

Nonostante il portale offrisse strumenti in gradi di aggiungere un certo livello di interattività ai propri siti, forum, chat e alcuni elementi tipici delle comunità, il modello su cui si basava non ha saputo tener testa all’incalzante fenomeno dei social network e alle possibilità messe a disposizione del Web 2.0. Al giorno d’oggi infatti le persone puntano ad utilizzare il Web semplicemente per esprimere se stesse e intrecciare relazioni, rifuggendo quindi dalle pagine Web isolate tipiche di GeoCities e rifugiandosi su Facebook per mantenere i propri contatti, su MySpace per esprimersi o su Flickr per condividere le proprie immagini.

Yahoo ha nel frattempo già bloccato l’apertura di nuovi account all’interno di GeoCities, invitando caldamente i vecchi utenti a «esplorare e stabilire nuove relazioni online in altri modi». Il portale chiuderà infatti i battenti entro fine anno mentre le pagine esistenti continueranno ad essere accessibili sino alla deadline. In seguito verranno rilasciate ulteriori istruzioni su come salvare il proprio materiale presente all’interno di GeoCities, operazione che eviterà a molti utenti di veder scomparire per sempre un pezzetto della propria storia.

Poiché Yahoo non offre un servizio di hosting gratuito, a chi non volesse rinunciare al proprio spazio Web rimanendo al contempo sotto l’ala di Yahoo, viene offerta la possibilità di passare a Yahoo Web Hosting, servizio che include un dominio personalizzato, email, nuovi strumenti per la realizzazione del proprio sito e molto altro ancora, al costo però di 11 dollari al mese.

Se vuoi aggiornamenti su Yahoo si prepara a chiudere GeoCities inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://saitfainder.altervista.org/ Caribe 1999

    Fortuna che il web italiano offre delle alternative valide come, ad esempio, Altervista.

  • Sbalky

    Tutto passa…
    (sospirone nostalgico-informatico)

  • Giacomo

    Come dicevano i filosofi greci “Panta rei” :)

  • http://www.similgoogle.com/ Similgoogle

    Eh già, in questi giorni mi accorgo che il moderno e nuovo Internet stia diventando vecchio. Ormai ha un po’ di anni e quindi di possono iniziare a fare dei primi “resoconti” di come è andata fino ad oggi: vediamo la morte di portali ormai antiquati, come Yahoo!, e l’affermazione di piattaforme social. Adesso anche Internet ha una storia e bisogna raccontarla.

  • grandegringo

    Con questo Geocities ha fatto la stessa fine tutto il pionierismo del web della decade; si possono citare Netscape, Eudora, Napster, hanno scavato la pietra loro per l’infinita galleria e le voragini di autostrade di un web 2.0 “intrecciante-relazioni” da “libro-faccia” e da sottocommento editoriale (come sto facendo adesso). Ma questi non stati passi avanti. Manovre mediatiche di controllo tassonomico approvate dalle compiacenti commissioni di un format “Big Brother” raccappricciante. Era tutto previsto. E per il ventenne l’illusione di una libertà onanista, scrivere per se stesso, il MioSpazio ed il VostroTubo, completamente gratuiti.