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A scuola di giornalismo, ma solo con Apple

La Missouri School of Journalism invita i propri studenti ad acquistare gli iPod Touch e i laptop prodotti da Apple per seguire al meglio i propri corsi. Benché non sia una scelta obbligata, la scuola di giornalismo sconsiglia fortemente l'adozione dei PC

Anche in questo caso, come in quello degli iPod Touch, l’utilizzo di un Mac non è certo obbligatorio, ma estremamente consigliato. A chi si chiede se un tradizionale PC non vada ugualmente bene, la facoltà risponde così: «È una possibilità, ma non la raccomandiamo a meno che non abbiate in programma una carriera nel computer-assisted reporting. Con il passare del tempo acquisterete software per gestire foto, audio e video sul vostro PC e alla fine avrete probabilmente speso più di quanto non vi sarebbe costato acquistare un computer Apple. Acquistate un PC se preferite, ma controllate che sia equipaggiato con una soluzione wireless e con Microsoft Office. Quasi il 100% delle matricole dello scorso anno ha scelto i computer Apple».

Il chiaro trasporto verso le soluzioni offerte dalla società di Cupertino non passa naturalmente inosservato e spinge a chiedersi se la Missouri School of Journalism ottenga un tornaconto dalla promozione degli iPod Touch e dei MacBook. Una risposta chiara al momento non è ancora emersa, tuttavia alcuni ex studenti hanno lasciato la loro testimonianza tra i commenti del sito web di informazione CrunchGear, che si è occupato del caso con un breve articolo.

Michael rivela come tale pratica fosse già in uso alcuni anni fa per i laptop, tanto da esserci un rivenditore Apple autorizzato all’interno del campus nei pressi della libreria degli studenti. Eric, invece, racconta come già nel 1988 la Missouri School of Journalism avesse un accordo per i computer in parte simile all’attuale, ma all’epoca gestito in collaborazione con IBM. Dichiarazioni da prendere con tutte le cautele del caso, ma che sembrano comunque confermare la particolare vocazione per una “didattica commerciale” della scuola di giornalismo. Soluzioni analoghe vengono spesso adottate anche da altri istituti accademici statunitensi, ma non sempre con il medesimo grado di insistenza verso un unico marchio.

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  • Piero

    >> La Missouri School of Journalism ha del resto da tempo un accordo con la società di Cupertino per la fornitura dei materiali informatici e consiglia anche l’utilizzo dei laptop della mela.

    Scommetto che è un accordo di tipo ‘f.i.n.a.n.z.i.a.r.i.o’.

  • Maria Laura Spagnoli

    Non va preso come obbligo: se si vuole mi sembra improbabile che non si possano scegliere altri equipaggiamenti. Anche se con quelli Apple è tutto più facile. Del resto il discorso vale anche alla rovescia: chi ha un PC non si rende conto di quante volte chi ha Mac si sia dovuto adattare. Ora per fortuna chi parte con Mac può avere tutto, tranne una manciata di software specifici per Windows (ad es software di banche per trading on line), ma con un Mac Intel e ad es. Parallels, anche questo gap è coperto! È bello che ogni tanto siano gli “altri” ad avere qualche difficoltà in più!