L’Italia in Rete: 2 Mb per tutti entro il 2011
Il responsabile del Partito Democratico per le politiche della comunicazione, Paolo Gentiloni, ha stilato le proposte della propria parte per portare la banda larga in Italia. La si considera una priorità, e si chiede un minimo di 2Mb entro il 2011
E se il problema dell’offerta spesso viene reso ancor più problematico da una domanda carente e scarsamente strutturata, la proposta del PD va anche in tale direzione. Un ruolo fondamentale viene proposto, in quest’ottica, alle strutture della RAI. L’altro lato della medaglia è invece quello dell’ecommerce, da cui si potrebbero stimolare acquirenti e venditori ad un nuovo incontro vantaggioso che sulla Rete possa maturare nuovi mercati e nuove opportunità. Spiega il comunicato del PD:
- «la possibilità di introdurre un regime di agevolazioni Iva per le transazioni on line. L’obiettivo è quello di ridurre il ritardo, tutto italiano, nell’e-commerce che attesta un misero 7% di utilizzo contro alla media europea apri al 25% e costruire la fiducia degli utenti nei confronti dei pagamenti elettronici»;
- «assegnare alla Rai, alla stregua di quanto sta accadendo con iPlayer per la Bbc, il ruolo chiave per l’alfabetizzazione all’uso della Rete e per la diffusione di nuovi servizi di entertainment on line. In altri termini ripetere quanto fatto 50 anni fa per la diffusione della lingua italiana».
Il resoconto ufficiale che segue il convegno sottolinea altresì la proposta di lungo periodo che dovrebbe portare le reti di prossima generazione a disposizione degli italiani. L’idea è quella di investire innanzitutto nelle aree metropolitane, ove il ritorno sarebbe fin da subito massimale: «Partendo da queste aree si può raggiungere l’obiettivo di mettere a disposizione reti di prossima generazione per il 30% della popolazione entro il 2016. alcune regole essenziali potrebbero presiedere a questo modello territoriale: penso a un catasto dei cavidotti e il relativo monitoraggio delle opportunità, a ulteriori facilitazioni delle procedure pubbliche di messa in opera della fibra. Lo sviluppo graduale delle Ngn a partire dalle aree metropolitane e dalla forza specifica dei nostri territori va poi integrato con il potenziamento degli accessi in banda larga wireless. Una cosa è certa: non possiamo rassegnarci all’idea che il nostro sia l’unico paese europeo a non prevedere un digital dividend di spettro a favore di servizi innovativi alla conclusione della digitalizzazione televisiva».
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