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Brunetta promuove il digitale nelle Università

La rivoluzione digitale dovrà partire anzitutto dalle Università: il Ministro Brunetta ha così presentato il progetto che dovrà portare il Wifi negli atenei, alimentando l'uso del VoIP e favorendo la smaterializzazione della documentazione

La diminuzione del digital divide e la disponibilità di risorse sempre più importanti per l’accesso alla Rete passa anche e soprattutto per le Università. Il Piano E-gov 2012 presentato lo scorso Gennaio è stato pensato con queste finalità: nessun ambito quanto le strutture per l’educazione e la ricerca è tanto sensibile a questo aspetto e per questo motivo il Governo intende intervenire al fine di mettere a disposizione degli studenti quanto necessario per un utile accesso alla risorse ed ai servizi del Web.

Due i progetti indicati tra le priorità per il prossimo triennio:

  • «Servizi e reti WIFI: costo pari a 21 milioni di euro (di cui 9 finanziati dal Ministero PA e l’Innovazione e 12 dalle Università)»;
  • «Università digitale: costo pari a 5,5 milioni di euro (di cui 3,3 finanziati dal Ministero PA e 2,2 dalle Università)».

Se l’intento primario è quello di aumentare considerevolmente la copertura Wifi degli atenei (+50% al Nord, +100% al Sud), i primi passi sono quelli compiuti con i protocolli firmati con le Università di Tor Vergata, La Sapienza e Roma Tre. Gli obiettivi comuni sono gli stessi elencati nel comunicato diramato dal Governo:

  • «completare e potenziare la copertura Internet dell’intera area dell’ateneo e del territorio limitrofo»;
  • «adottare tecnologie wireless di nuova generazione (WIMAX)»;
  • «introdurre la tecnologia VOIP, sia per telefonia fissa che mobile, a favore del personale amministrativo, del personale docente e degli studenti»;
  • «semplificare e digitalizzare i rapporti amministrativi tra studenti e università, attraverso l’adozione di strumenti di autenticazione e accesso ai servizi, l’assegnazione allo studente di una casella di posta certificata;
  • «introdurre sistemi online per la gestione dei pagamenti e dei micro-pagamenti»;
  • «dematerializzare i flussi documentali tra le Università, e tra queste e il MIUR».

VOIP, dematerializzazione delle procedure amministrative, potenziamento dei servizi online: le tre università coinvolte dal progetto pilota dovranno divenire esempio e campo di applicazione per portare avanti la rivoluzione digitale della pubblica amministrazione partendo dalle strutture ove tale rivoluzione può rivelarsi assolutamente fondamentale.

Parallelamente va segnalata una iniziativa che ha visto Telecom Italia protagonista di una importante donazione nei confronti degli studenti vittime del terremoto dell’Abruzzo. 2000 chiavette per la connessione remota, infatti, sono state offerte agli studenti in difficoltà, permettendo 100 ore di navigazione gratuita mensile per un periodo previsto di 4 mesi. «2000 studenti universitari, individuati dall’Ateneo aquilano, che avranno in dotazione la chiavetta dotata di SIM CARD, potranno collegarsi ad Internet dal proprio personal computer attraverso la larga banda mobile di TIM, fino ad una velocita’ di 7,2 Mega».

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  • Jepessen

    Ok, facciamo a gara a quale Università si mangia più soldi… Già vedo rettori e responsabili di dipartimento fregarsi le mani e preparara il numero del loro conto corrente…

  • Cinzia

    21 Maggio 2009: Ai commenti aggiungo che in questi giorni l?on. ministro ha approntato con un D.L. un nuovo giro di vite nei riguardi dei lavoratori del pubblico impiego, considerando anche la possibilità di carcere fino a 5 anni, sè si dichiarano malati ma poi non lo sono (forse sono guariti), il mio punto di vista è questo: Questi rappresentanti di questa classe capitalista avanzata, non stanno facendo altro che distruggere la Pubblica Amministrazione nella figura di coloro che ci lavorano al fine di stornare il denaro a loro destinato, oltre che togliere le competenze ai vari comparti pubblici per assegnarle agli ex-enti parastatali che sono stati privatizzati e quindi sono S.p.A., e a società private. Il motivo? Ma non l?avete ancora capito?
    Questi signori sono proprietari dei pacchetti azionari di queste società ed ex-enti, e quindi hanno tutto da guadagnare. Ed il caro Mi

  • marco

    ma possibile che non si vuol capire che non esistono dipendenti fannulloni, ma dirigenti fannulloni che non sono in grado di gestire e controllare quello che fanno i dipendenti. C’è sempre chi se ne approfitta, ma esistono anche gli strumenti per richiamare i dipendenti o lasciarli a casa, non è vero che se hai un posto statale non ti possono licenziare.
    Pertanto incominciamo a puntare il dito contro direttori e rettori incapaci!!