Digital.it
QR code per la pagina originale
news_8e904c8f4c926fac.jpg

Telecom Italia non consegnerà gli IP degli utenti

La FAPAV ha chiesto a Telecom Italia di consegnare gli IP di quanti scambiano materiale illegale sul web, ma Telecom Italia ha risposto per le rime negando ogni addebito. La palla sembra passare alle istituzioni politiche, alle quali è proposta l'HADOPI

Una seconda nota è firmata però Telecom Italia ed è una risposta punto per punto alle provocazioni FAPAV: «L’azienda ha sempre agito nel pieno rispetto della normativa vigente, come dimostrano numerose sentenze e pronunciamenti in materia [...] La posizione di Fapav, che minaccia inoltre Telecom di una azione giudiziaria per il risarcimento dei danni, appare del tutto erronea oltre che non comprensibile. La situazione ed il contesto normativo, infatti, sono ben diversi da quelli che la Fapav assume nel momento in cui punta l’indice contro Telecom Italia ed in generale contro gli operatori di telecomunicazioni. Come recentemente ribadito anche dalla Corte di Giustizia delle Comunità europee (sentenza 29 gennaio 2008, pronunciata nella causa C-275/06), il diritto comunitario consente agli Stati membri di circoscrivere all’ambito delle indagini penali o della tutela della pubblica sicurezza e della difesa nazionale il dovere di conservare e mettere a disposizione i dati sulle connessioni e il traffico generati dalle comunicazioni effettuate durante la prestazione di un servizio della società dell’informazione, escludendo la possibilità che tali dati possano essere messi a disposizione per controversie civili relative ai diritti di proprietà intellettuale».

E prosegue ancora Telecom Italia, affrontando nel merito la questione legale: «La stessa magistratura italiana [con riferimento al caso Peppermint] ha affermato che, in base ai principi vigenti nell’ordinamento comunitario, la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali è prevalente rispetto alle esigenze probatorie di un giudizio civile teso all’accertamento dell’asserita lesione del diritto di sfruttamento economico del diritto d’autore [...] È stata pertanto esclusa l’applicabilità delle norme della legge sul diritto di autore in tema di identificazioni dei soggetti implicati nell’illecito prospettato dai titolari di tale diritto di sfruttamento, e ne consegue che non può ritenersi sussistere a carico del “provider (l’operatore di telecomunicazioni) alcun obbligo né possibilità di comunicazione dei dati anagrafici necessari all’identificazione degli autori delle suddette violazioni allorché i titolari del diritto d’autore agiscano in sede civile per la tutela dei propri interessi economici».

La chiusura è una difesa ulteriore, sul piano della tutela della privacy e facendo riferimento alle indicazioni specifiche provenienti dal Garante: «Anche il Garante della privacy é intervenuto nella materia, e segnatamente con un provvedimento del 28 febbraio 2008 che ha dichiarato l’illegittimità di pratiche messe in atto da soggetti privati per l’individuazione delle persone che tramite la navigazione ad Internet violavano diritti di proprietà intellettuale, ricordando che il diritto alla segretezza delle comunicazioni è limitabile solo nell’ambito di un bilanciamento con un diritto di pari grado, e quindi non per l’esercizio di un’azione civile».

Se vuoi aggiornamenti su Telecom Italia non consegnerà gli IP degli utenti inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

 « Pagina precedente 1 2 
  • sonounostrinato

    Io continuo a ribadire che non capisco come facciano a non chiedersi il perchè della pirateria. Una volta scoperto il perchè della pirateria, ci si può accordare, ma attaccare cosi brutalmente la telecom non ha senso, oltre che perdere la faccia.
    E ribadisco come la pirateria non sia una “piaga” ma una “RIVOLUZIONE” contro tutti.
    (questo è quello che io penso e quello che è venuto fuori parlando con persone varie che credono in questo movimento)
    Finché continueranno a credere che scaricano film solo perchè non costa niente, non andranno da nessuna parte; il governo può fare poco (spero risolva casi più importanti ora come ora) e nel caso in cui (come scritto nell’altro articolo) la ue boccia la nuova dottrina sarkozy, il fapav si può attaccare al tram e andarsene lontano.

  • Piero

    Se il primo ISP che sgarra nella gestione dei dati viene spu..anato alla grande, vi assicuro che nessuno si permetterà di fare cose del genere.

  • Giuliano

    La morte dei videonoleggi sono i DVD venduti al supermercato a 9.90 o in edicola in abbinamento alle riviste…altro che la pirateria!

  • Massimo

    In quello che da sempre è il Paese dell’illegalità, nessuna sorpresa che la pirateria informatica sia considerata un fenomeno “normale”. Povera Italia…

  • Gabriele

    “Sul sito ufficiale FAPAV non v’è traccia alcuna di tutto ciò,”

    a dire la verità, sul sito della fapav c’è la notizia: http://www.fapav.it/news_details2.php?id=79 è un link piccolino sulla destra.

  • Andrea

    Faccio presente alla Fapav che se tanti videonoleggi sono stati chiusi e perche molto probabilmente molti utenti che hanno la IPTV a casa o per esempio le offerte come Sky e Mediaset Premium i film se li vedono in diretta a casa senza uscire per andare a prendere una cassetta o un DVD ! oltretutto visto che alla Fapav sta molto a cuore associare internet alla pirateria , le rendo noto che in molti quando si noleggiano un DVD o una cassetta non esitano a farsene una copia ( mi pare che anche questo faccia parte della pirateria e non neccessita di collegamento ad internet )

    Faccio un encomio alla Telecom sia come italiano che come loro utente su come hanno risposto alla FAPAV ! voglio vedere in Francia quando cominceranno ad applicare la legge quanti utenti resteranno connessi alla loro rete

  • Frost

    Ma per favore!
    Il problema è molto più complesso, punite gli utenti per cosa?
    Le case discografiche perché vendono meno rispetto al passato?

    Il cinema… i recenti scioperi non vi dicono nulla?
    I compensi milionari per ALCUNI attori, che spesso costavano la metà del film, non vi dicono nulla?
    Le licenze dei software per realizzare i film?
    ….

    Se un film esce nelle sale in maggio, e a fine giugno vedo già il DVD sullo scaffale dell’iperdiscount che ho sotto casa, non lo impongono certo gli utenti.
    Ricordo perfettamente che “Mr Cocodrile Dandee” restò in alcune sale per due mesi.
    E al tempo c’èra il VHS, e c’era già tanta pirateria, eppure la gente andava o tornava al cinema per guardarlo.

    Un altro aspetto singolare è lo sfruttamento pesante dei “brand” … io sono un appassionato di fantascienza, Star Trek in particolare, e vedere cofanessi, rimasterizzarti, rieditati, rincappucciati, ogni sei mesi mi lascia perplesso visto che DICONO sempre che è un genere che frutta poco, e che le serie TV spesso non hanno successo. Strano davvero.
    Forse Lor signori (..è vero..) sono abituati agli incassi stratosferici di un tempo, ma questo non lo vedranno verificarsi di nuovo nemmeno se mettono “tutti” in galera.

    IMHO, i problemi veri stanno in “casa loro”.

    PS: Qui da me affittare un DVD costa meno di 3?, ovviamente da una videoteca LEGALE. Il *cinema* non posso permettermelo (e non credo di essere l’unico).

  • mex

    qualche associazione non pensa che sia ora di denunciare la FAPAV ,IN quanto istigatrice verso telecom a compiere un reato, (ho letto che in italia non c’è una legge che consenta questo)e la privaci????
    poi se io scambio con il mio vicino di pianerottolo, una anguria per un Kg. di mele, ho un film che ho già visto dieci, volte con un altro dvd che mi incuriosisce, ha questa operazione rilevanza di pirateria??????
    e se invece che con il mio vicino di pianerottolo lo scambio lo faccio con gli amici delle vacanze dell’anno scorso, e utilizzando il computer , ha questo scambio rilevanza ,etichetta di pirateria??????Sarkozy ha fato una legge demenziale.????????????

  • sonounostrinato

    sono daccordo con quello che hanno detto molti utenti nei commenti.
    considerando un italiano medio che se porta a casa 1300? è già tanto, ma come fa (o come può) permettersi di andare al cinema (8? circa) o noleggiarsi un film al giorno (2-3?); sarà molto meno dispendioso se uno fa un abbonamento a sky (20-30? al mese) cosi si spara tutti i film in uscita al cinema più tutti i capolavori più tutti gli altri.
    perchè la favap non interroga sky? gira e rigira la colpa è di tutto il sistema, non contando che veramente i film in uscita al cinema non faranno mai più gli stessi incassi di una volta, tralasciando il fatto che le tv nazionali (o anche locali per quel poco che posso vedere) non cambiano i film da vent’anni mandando in onda quelli di cui hanno già i diritti. Non tralasciamo la crisi, che tira una zampata in un mondo già in ginocchio, facendo chiudere cinema, videonoleggi (ne ho contati 8 che sono spariti negli ultimi 3 anni dalle mie parti), etc… Io non so da dove loro tirino fuori l’idea che la pirateria sia solo su internet; perchè è pirateria anche quello che all’incrocio ti vende il film su dvd x 3?, ma quello la favap non lo considera, tira su piu soldi contestando la telecom per chi scarica; daccordo magari sono in tanti, magari fanno veramente la differenza ma 530 milioni ma da dove li tirano fuori? daccordo che la pirateria sia un reato, ma loro invece di attaccare cosi, cosa che io trovo autolesionista, non potrebbero trovare un altro sistema? non mi venite a dire alziamo i prezzi delle tariffe telecom (e anche gli altri isp) perchè loro non centrano, o anche quelli alziamo i prezzi degli hd o dei cd & dvd, perchè anche quello non è giusto (tral’altro costano già uno sproposito); cosa ci rimane? abbassiamo i prezzi degli album, dei dvd, dei cinema.
    un album 20-25?, quando poi ci sono 10-12 tracce (una volta meno di 18 non erano) vi sembra un prezzo onesto? va bene ci sono centinaia di persone che ci lavorano, ma siamo davvero sicuri siano un prezzo ragionevole?
    siamo sicuri che la colpa sia solo della pirateria? io no.

  • luigi

    ho scaricato con emule l’album dei green day, mi è piaciuto molto e sono corso a comprarmelo… Sto giocando a the sims 3, mi piace molto e il 5 sarò uno di quelli che faranno la fila per comprarlo… ho scaricato gta iv, l’ho provato e mi ha disgustato…. subito disinstallato quindi da me no money… questo per dire come mi comporto io….
    poi è vero che scarico anche roba che poi non compro, ma volete sapere perchè? perchè nei negozi non si trova… esempi? ho scaricato l’intera discografia di alberto camerini ma di originali sono riuscito a comprare solo 3 o 4 cd… il resto non viene più stampato… e così via dicendo…
    poi è anche vero che c’è chi scrocca e basta ma secondo me se la legge fosse più stringente quello che scrocca smetterebbe si di farlo ma non passerebbe certo a comprare… perchè a chi gli piace la musica piace avere gli originali, idem per chi gioca, o almeno per me è cosi…
    Quindi per me emule è solo un banco prova per poi decidere come investire i miei soldi. e NON MI SENTO UN LADRO.

  • Stefano

    Cari FAPAV e tutti quanti i suoi colleghi, in questo modo andate solo a fare il vostro interesse, ed è presto dimostrato: I diritti si pagano solo per un tot di anno, poi i giochi diventano “abandonware” (a 9.90euro, 4.99 o simili, nelle ceste dei supermercati, cioé il solo prezzo di produzione e trasporto) perché i diritti decadono ed il prodotto diventa gratuito, idem per i cd, salvo rinnovi per casi particolari.

    Guardacaso i cd quando lo diventano, nessuno li stampa più, xé anche se sono dei miti, non ci guadagnerebbero più… Che strana coincidenza…

    Bloccando gli scambi con l’hadopi, o si rimette in produzione (con spese che diventano vostre) il disco, al solo prezzo di produzione, o mi lasciate la possibilità di averlo senza pagarci sopra tremila imposte per comprarlo, e di girare mezzo mondo per trovarne in commercio qualche vecchia copia avanzo di magazzino… perché purtroppo molti cd non si trovano più neppure richiedendoli ai gradini più alti della catena di rivendita…

  • Stefano

    Sicuramente ciò dipende in buona parte da scelte commerciali delle singole case discografiche/produttive, che se non ci ricavano più fiori di soldi puntano su dischi nuovi, ma il fatto che una persona si procura una cosa per vie alternative, può essere perché nessuno si è curato di mantenere efficienti le vie tradizionali…
    Ciò non implica quindi diritto d’autore 1)in quanto magari decaduto nel tempo 2)perché se no non sarebbe comunque stato acquistato il prodotto, non essendo più reperibile in commercio…

    Ritengo questo hadopi un fare “di tutta l’erba un fascio”… Liberi di correggermi se sbaglio.

  • sono in..cavolato

    invece di bombardarci con presa di ip ,oscuramento o chiusura della connessione azioni di qualunque genere perchè questi benedetti diritti d’autore o case di qualunque genere si prendano invecel’1% dalle compagnie telefoniche lasciando in pace l’utente ,ma poi perchè non si domandano ma la persona che mette per primo il file in rete come ha fatto a reperirlo ?che vadano a cercare chi lo rippa o lo registra in una sala ecc.ecc per poi metterlo in rete

  • kekko

    w telecom