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Brunetta, così la PA dovrà usare Internet

Il ministro Renato Brunetta ha diramato una direttiva che impone alle singole Amministrazioni il controllo dei lavoratori pubblici, così che non facciano un uso privato delle risorse della PA. Così sia per posta, navigazione e download

Direttiva n. 2/09 (pdf), la firma è quella del ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta: «In capo all’Amministrazione datore di lavoro, alla cui proprietà è riconducibile il Sistema informativo (ivi inclusi le apparecchiature, i programmi ed i dati inviati, ricevuti e salvati), è posto l’onere di predisporre misure per ridurre il rischio di usi impropri di internet, consistenti in attività non correlate alla prestazione lavorativa, quali la visione di siti non pertinenti, l’upload e il download di files, l’uso di servizi di rete con finalità ludiche o comunque estranee all’attività lavorativa».

Con la nota diramata ed in attesa di registrazione, dunque, il ministro Brunetta non solo fa fuori i fannulloni dalla Pubblica Amministrazione, ma conta anche di aumentare la produttività dei lavoratori pubblici eliminando ogni distrazione derivante dall’accesso alla Rete. «A tale proposito si raccomanda alle Amministrazioni di dotarsi di software idonei ad impedire l’accesso a siti internet aventi contenuti e/o finalità vietati dalla legge». L’obiettivo è chiaro: «L’utilizzo delle risorse ICT da parte dei dipendenti, oltre a non dover compromettere la sicurezza e la riservatezza del Sistema informativo, non deve pregiudicare ed ostacolare le attività dell’Amministrazione od essere destinato al perseguimento di interessi privati in contrasto con quelli pubblici».

Il regolamento entra quindi nello specifico chiedendo ad ogni singolo ente, sulla base della propria natura specifica, di provvedere a:

  • «individuazione di categorie di siti considerati correlati o meno con la prestazione lavorativa»;
  • «configurazione di sistemi o utilizzo di filtri che prevengano determinate operazioni – reputate inconferenti con l’attività lavorativa – quali l’upload o l’accesso a determinati siti (inseriti in una sorta di black list) e/o il download di file o software aventi particolari caratteristiche (dimensionali o di tipologia di dato)»;
  • «trattamento di dati in forma anonima o tale da precludere l’immediata identificazione di utenti mediante loro opportune aggregazioni (ad es., con riguard ai file di log riferiti al traffico web, su base collettiva o per gruppi sufficientemente ampi di lavoratori)»;
  • «eventuale conservazione nel tempo dei dati strettamente limitata al perseguimento di finalità organizzative, produttive e di sicurezza».

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  • Matteo

    Il ministro Brunetta non ha scoperto l’acqua calda, ha solo avuto il coraggio che altri prima di lui non hanno avuto, di fare delle leggi ad hoc per speriamo porre termine ad una situazione incancrinita che faceva comodo a quelli che effettivamente sono i fannulloni delle pubbliche amministrazioni e che ognuno di noi che ci lavora conosce abbastanza bene. bravo Brunetta

  • nicola fittpaldi

    non certamente con questa limitazione di conoscere tutti i tipi di avvenimenti moralizziamo.consiglio:la classe dirigente a qualsiasi livello prime di assumere incarichi deve dichiarare la propria consistenza patrimoniale inizio e fine incarico ps.eventuali eccessi non giustificati requisiti immediatamente dallo stato.

  • Dario

    Il Ministro Brunetta dovrebbe avere la correttezza di fare una corretta analisi del dipendenti statali, come ad esempio il caso mio (che non sono il solo): Mi sono laureato a spese mie ovviamente per migliorare la mia cultura professionale; periodicamente partecipo ai corsi di aggiornamento con autofinanziamento e assenza dal lavoro con giorni di ferie; ho un abbonamento annuale (di ? 190)per accedere ad un sito che mi mette a disposizione molto materiale culturale-normativo e giurisprudenziale attinenti alle competenze di cui mi occupo nel lavoro. La mia Amministrazione non spende un soldo “bucato” per tenermi aggiornato sulle conoscenze normative e procedurali, non solo… ma nell’ambito della gestione dei fondi accessori il mio capo ufficio mi assegna una quota pari a tutti gli altri (c.d. spalmatura del fondo accessorio). I fannulloni…? Ma ai fessi come me intanto chi ci pensa? Mah, certo occorrerebbe una onesta intellettuale non da poco per dare il giusto al Giusto.

  • Marco Radossevich

    Bene, ma ora aspettiamo la carota: promozione/incentivazione del telelavoro !

    Domanda/dubbio: se un dipendente pubblico, in orario di lavoro, partecipa attivamente allo sviluppo di un progetto open source (quindi per la comunità), come si deve considerare ?