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Brunetta, così la PA dovrà usare Internet

Il ministro Renato Brunetta ha diramato una direttiva che impone alle singole Amministrazioni il controllo dei lavoratori pubblici, così che non facciano un uso privato delle risorse della PA. Così sia per posta, navigazione e download

Il regolamento prevede anche deroghe specifiche, ad esempio relativamente alle incombenze amministrative e burocratiche da effettuarsi senza allontanarsi dal posto di lavoro. Si richiede, inoltre, che le Amministrazioni pongano particolare attenzione anche nella creazione delle caselle di posta e nel loro utilizzo, così che i fruitori ne facciano un uso istituzionale legato al lavoro ed evitino fruizioni di carattere personale che coinvolgano i sistemi pubblici nell’invio/ricezione di materiale che nulla ha che vedere con la funzione espressa.

Le prime righe della direttiva, peraltro, pongono un corretto bilanciamento di quel che si va a regolamentare. Nella premessa, infatti, si spiega che «In considerazione della delicatezza della materia, che tocca i diritti individuali (quali il diritto alla segretezza della corrispondenza) e richiede, pertanto, un giusto bilanciamento con il potere di controllo dell’Amministrazione, si ritiene opportuno fornire indicazioni utili a facilitare, da un lato, il corretto utilizzo degli strumenti ICT da parte dei dipendenti e, dall’altro, il proporzionato esercizio del potere datoriale di controllo da parte delle Amministrazioni in indirizzo».

Trattasi pertanto di un documento che deve fungere da indicatore di linee guida a cui le singole Amministrazioni dovranno allinearsi con regolamenti interni formalizzati ad hoc da ogni singolo ente. Ogni Amministrazione, inoltre, avrà il dovere di far propria una proporzionata dotazione tecnologica per sopperire a tutte le necessità amministrative ma, al tempo stesso, «i lavoratori devono essere preventivamente informati dell’esistenza di dispositivi di controllo atti a raccogliere dati personali».

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  • Matteo

    Il ministro Brunetta non ha scoperto l’acqua calda, ha solo avuto il coraggio che altri prima di lui non hanno avuto, di fare delle leggi ad hoc per speriamo porre termine ad una situazione incancrinita che faceva comodo a quelli che effettivamente sono i fannulloni delle pubbliche amministrazioni e che ognuno di noi che ci lavora conosce abbastanza bene. bravo Brunetta

  • nicola fittpaldi

    non certamente con questa limitazione di conoscere tutti i tipi di avvenimenti moralizziamo.consiglio:la classe dirigente a qualsiasi livello prime di assumere incarichi deve dichiarare la propria consistenza patrimoniale inizio e fine incarico ps.eventuali eccessi non giustificati requisiti immediatamente dallo stato.

  • Dario

    Il Ministro Brunetta dovrebbe avere la correttezza di fare una corretta analisi del dipendenti statali, come ad esempio il caso mio (che non sono il solo): Mi sono laureato a spese mie ovviamente per migliorare la mia cultura professionale; periodicamente partecipo ai corsi di aggiornamento con autofinanziamento e assenza dal lavoro con giorni di ferie; ho un abbonamento annuale (di ? 190)per accedere ad un sito che mi mette a disposizione molto materiale culturale-normativo e giurisprudenziale attinenti alle competenze di cui mi occupo nel lavoro. La mia Amministrazione non spende un soldo “bucato” per tenermi aggiornato sulle conoscenze normative e procedurali, non solo… ma nell’ambito della gestione dei fondi accessori il mio capo ufficio mi assegna una quota pari a tutti gli altri (c.d. spalmatura del fondo accessorio). I fannulloni…? Ma ai fessi come me intanto chi ci pensa? Mah, certo occorrerebbe una onesta intellettuale non da poco per dare il giusto al Giusto.

  • Marco Radossevich

    Bene, ma ora aspettiamo la carota: promozione/incentivazione del telelavoro !

    Domanda/dubbio: se un dipendente pubblico, in orario di lavoro, partecipa attivamente allo sviluppo di un progetto open source (quindi per la comunità), come si deve considerare ?