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Twitter verificherà gli account famosi

Parte la beta di Twitter Verified Accounts, un nuovo servizio che la società fornisce per account di persone note. Studiando i collegamenti tra Twitter e altri siti ufficiali sarà applicato un bollino di garanzia che garantisce l'autenticità dell'account

Twitter non è certo l’unico social network a soffrire il problema degli account fasulli, impostori che si fingono personaggi noti e che in più di un caso fomentano cause legali per diffamazioni ai danni delle compagnie stesse, ma sarà il primo a prendere un provvedimento ufficiale.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il caso LaRussa. Il manager della squadra di baseball dei St. Louis Cardinals ha infatti trascinato in tribunale la società di microblogging a causa di un account a suo nome in realtà gestito da sconosciuti che, a suo dire, l’avrebbe diffamato. A seguito di tale spiacevole situazione Twitter ha allora annunciato la beta del programma Verified Accounts.

Si tratta di un bollino di qualità da applicarsi agli account di persone note e che ne certifica l’autenticità. In mancanza di tale bollino la società avverte che si tratta di una identità non verificata. Dalla compagnia fanno sapere che inizialmente il bollino sarà applicato ad un numero ristretto di ufficiali pubblici, alle agenzie pubbliche, agli atleti e via dicendo per motivi legati alla scarsità di risorse impiegabili.

Infatti l’onere di trovare la corrispondenza attuale tra la dichiarazione di essere un tale personaggio e la realtà dei fatti spetterà al social network stesso che, a quanto sostenuto, per verificare la corretta identità si baserà sui collegamenti esistenti tra l’account in questione ed altri siti o risorse ufficiali e comprovate del medesimo personaggio.

La cosa non significa che Twitter abbia deciso di mollare la linea difensiva in tribunale, anzi. Secondo le ultime notizie avrebbe rifiutato l’offerta di patteggiamento: «Con tutto il rispetto per l’uomo e per il suo lavoro, la causa intentata da mr. LaRussa è un frivolo spreco immotivato di risorse giudiziarie» ha detto Biz Stone, cofondatore di Twitter: «i termini di servizio di Twitter sono equi e confidiamo che qualsiasi corte liquiderà in poco le accuse di LaRussa».

Se vuoi aggiornamenti su Twitter verificherà gli account famosi inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Adalberto

    QUANDO LA POLITICA PERDE LA SUA NATURALE IDENTITA’ IDEOLOGICA E SI MISURA CON CONTENUTI DI PENSIERO LEGATI PIU’ AGLI INTERESSI PERSONALI CHE AGLI INTERESSI COMUNI VIVE UNA FASE DI DECADENZA, DI SVUOTAMENTO DELLA SUA ESSENZA, PER CUI, POI, E’ DIFFICILE ESSERE CREDIBILI, CONVINCERE, PERCHE’ E’ ALTRETTANTO DIFFICILE GOVERNARE!
    ADALBERTO DE BARTOLOMEIS

  • Aldebart59

    LE AUTARCHIE FINANZIARIE ED I POTERI DELLE BANCHE RAPPRESENTANO UNA SPECIE DI TOTALITARISMO, UNA SPECIE DI COMUNISMO ALL’ INCONTRARIO, DOVE TUTTO E’ SOTTO CONTROLLO E DOVE UNA PARTE DEL TUO CAPITALE E’ PRELEVATO DALLO STATO. CHI HA POCO AVRA’ ANCORA MENO, CHI HA TANTO NON GLI CAMBIA LA VITA. IL DIVARIO SOCIALE PUO’ CREARE FORTI SQUILIBRI E SE A RINUNCIARE SONO SOLO CHI HA POCO SONO PURE PREVEDIBILI CERTE REAZIONI CHE UN TEMPO ALCUNE NAZIONI HANNO DATO LUOGO A GRANDI CAMBIAMENTI!

  • Aldebart59

     
    LA MANOVRA MONTI NEL COMPARTO DIFESA: UNA BUONA RAGIONE PER RIFLETTERE SU POSSIBILI SCELTE.
     
    E’ acclarato che la crisi in atto comporta restrizioni di carattere finanziario alle infrastrutture pubbliche e quindi non solo ai contribuenti. Riguardo al comparto Difesa la manovra di questo governo tecnico, a mio avviso, dovrebbe tenere conto della specificità del settore, ovvero dello “status”, della condizione del militare, di ogni ordine e grado. Forze Armate vecchie sono inutili per una Difesa pronta e costruttiva! Già con il servizio di ferma volontaria i quadri nel servizio permanente effettivo, nel grado di caporale scelto ecc…tendono a svernare con tale grado ad un’ età limite, che ancora non è stata definita nel riordino di questa manovra.
    A mio avviso gli attuali limiti di età, 60 anni per tutti, salvo eccezionali incarichi di vertice di forza armata, 63 anni, non dovrebbero essere ritoccati, tenendo conto che i servizi operativi danno luogo a supervalutazioni di anzianità pensionabile, per cui nel contributivo devono essere tenuti in considerazione la maggiorazione degli anni utili a pensione, il cosidetto servizio comunque prestato, legge n. 165/1997 – riscatto ai fini pensionistici.
    Se si pensa, poi, che lo strumento militare deve essere flessibile e per flessibile intendo avere una capacità operativa commisurata sia alle energie psico-fisiche e sia di meri aspetti finanziari, in quest’ottica andrebbe ridotto drasticamente tutto l’apparato della Difesa, allo scopo di ottimizzarne la qualità professional sul piano operativo e logistico. Nel novero, quindi, delle riduzioni di bilancio per le spese infrastrutturali, con la continua ricerca di alienazione di strutture militari, il nuovo modello di Difesa, tanto discusso nelle sedi militari appropriate, ma mai applicato, ora come non mai, questa è mia opinione, trova piena pertinenza affinchè lo si renda efficace. La riduzione dei quadri è indispensabile per ottimizzare lo strumento militare e renderlo efficiente ai livelli che servono in teatri di operazioni e sul territorio nazionale. Corre voce, da tempo, che tale riduzione, nelle 4 forze armate, preveda un’ eliminazione dagli attuali quadri di 40-50 mila unità organiche, per cui si passerebbe da 175 mila unità a 135 mila. Ritengo importante segnalare come elemento indicativo in tale contesto il volume organico enorme degli ultra cinquantenni, sia nella carriera direttiva e sia nella carriera esecutiva. Ufficiali e Sottufficiali “over” 50 ce ne sono aiosa, per cui il solo strumento per ridurne il numero è la mobilità. Con adeguati strumenti normativi, previo il consenso del Parlamento, potrebbero essere trasferite le capacità ed i valori di questa gente, i più con compiti di ufficio, in altre Amministrazioni dello Stato, a costo zero e concordando il transito con apposito decreto interministeriale, sentito il parere e le disponibilità dei comparti pubblici individuati.
    Nel caso non si dovesse addivenire al perseguimento di tale obiettivo un’altra soluzione potrebbe esserci, ponendo sia il personale in quadro che quello, annualmente, in esubero e partendo da una precisa età anagrafica, nel collocamento in aspettativa per riduzione dei quadri. Questa posizione di stato comporterebbe una mobilità “a disposizione”, posizione prevista nel complesso quadro normativo, operando con riduzione percentuale dello stipendio, fino al naturale al raggiungimento del limite di età, purchè venga sancito definitivamente quest’ ultimo. Questa manovra avrebbe il pregio di recuperare denaro pubblico per la riduzione degli assegni fissi e sulle spese di funzionamento, per rimodulazione degli organici.
    Sempre in termini di concertazione politica non sarebbe un prepensionamento, ma un collocamento ” a disposizione” per esigenze dello Stato. 
     
         Monselice, 5 gennaio 2012 
     
                                                                        Adalberto de’ Bartolomeis

  • Aldebart59

                               Preg. mo   
                       On. dott e Cav. Silvio BERLUSCONI
                       Camera dei Deputati
                       Palazzo Montecitorio – ROMA
     
     Oggetto: lettera all’ On. Silvio Berlusconi
     
     
    Signor Presidente emerito, Gentile Onorevole, chi Le scrive è un cittadino attento alle problematiche di natura sociale ed economica che investono questo Paese. Vengo immediatamente al dunque: premesso che la crisi economica va ricercata nel cattivo utilizzo che ha avuto una moneta debole, quale l’ euro, per la quale tanto si è speculato in un decennio, a scapito, poi, di fomentazioni strumentali a vario titolo, peraltro, inopportune nell’ immagine della scena politica estera, dalla quale osservatori, anche poco edotti, sono riusciti a trarre inevitabili giudizi di biasimo e di deplorazione, è mia modesta opinione che un certo populismo debba essere sgonfiato dai media, ma in particolare anche e mi rammarico, da alcune cariche importanti dello Stato che, nei loro eloqui politico-dottrinali, invece di fare da collante ai valori fondanti per cui questo Stato si è unito, hanno ingenerato uno stato di psicosi nel sociale collettivo, che non aiuta assolutamente a rinnovare un’economia, dalla quale, non indugio a dire che vive un momento di stagflazione. Il Suo governo, a mio avviso, stava operando al meglio, anche aderendo ai dettami della BCE e quindi agendo con tagli mirati nei vari settori della Pubblica Amministrazione. Ora, che c’è un governo tecnico, votato per emergenza crisi,  dal Parlamento, io ravviso che, se di equità si debba parlare, allora il professore Mario Monti e la sua squadra devono procedere nell’ operato del nuovo esecutivo tagliando tutte quelle spese superflue ed inutili, perniciose per la Nazione che, a partire dalla Presidenza della Repubblica si individuano fino all’ ultimo degli Enti Pubblici Locali. Inoltre, se i contribuenti devono affrontare maggiori sacrifici sarebbe giusto che gli stessi siano valorizzati nei riconoscimenti retributivi, al pari di qualsiasi altro membro della UE, facente parte dell’ eurozona. Insomma, stipendi uguali per tutti, pensionamento uniforme in tutti i Paesi UE, gettito imposte identico in ogni singolo Stato. Quanto ad altri provvedimenti di ordine strutturale è palese che l’ Italia ha una situazione differente dalla Francia o dalla Germania, per cui è doveroso recuperare, intanto, denaro
    pubblico eliminando una miriade di sovrastrutture, le cui risorse finanziarie sono improduttive e dannose per l’ intero Paese! In questo momento mi viene da dire che è inopportuno parlare di riforme perchè ciò che urge è ridimensionare il volume di spesa pubblica che, in certi settori, lo spreco è un vero e proprio insulto alla democrazia!  Il segnale che mi permetto di darle parte non solo da questo mio pensiero, ma dall’opinione di tanta gente comune, milioni che, schifati da una politica fallita ed inutile, hanno smarrito la fiducia per le Istituzioni. Il rischio grave è il non voto politico nel 2013!!! Dovesse, per assurdo, accadere, sarebbe, mi creda, un’azione davvero bella, di vera coscienza civile, una sorta di rivoluzione culturale, a cui, però, qualcuno dovrà prendere atto che, solo così si dovrà ricominciare da capo e quindi riscrivere e rimodulare la Costituzione italiana. 
    Le suggerisco, ora, che si trova nella posizione di “spettatore attento” alla scena politica di questo governo tecnico, di non limitarsi, solo, ad osservare cosa fa o cosa non fa,  ma cerchi di indirizzarlo ad attuare un riordino radicale della spesa pubblica, avviando, per legge ordinaria, le eliminazioni delle Regioni e delle Province e, mediante decreto, centinaia di capitoli di bilancio, a cui fanno capo le assegnazioni di spesa per gli alti organi istituzionali dello Stato ed i ministeri. Con questa azione Lei potrà recuperare anche quel prestigio perso, a seguito di influenze negative e distorte che una parte dell’ opinione pubblica ha ricevuto negli ultimi mesi del Suo mandato da Presidente del Consiglio, allo scopo di costruire una solida ed intelligente maggioranza, possibilmente, cambiando diversi attuali componenti che, mi consenta, sono proprio inadatti a fare politica, ma soprattutto a rappresentare i cittadini! Solo con questi propositi e, rinnovando, anche dall’ interno, il PDL, Lei recupererà fiducia dalla popolazione, che dimentica il dileggio e l’astio, per cui potrà essere più che plausibile una rivincita elettorale nel prossimo appuntamento del 2013!  Non ha molto tempo!  Un anno solare di lavoro intenso, teso a manovrare, però, da sotto, un governo di transizione. Agisca il più rapidamente possibile ed è per questo che Le indirizzo questa e-mail, con la speranza che solo Lei la possa leggere e vedrà che avrà anche la riconciliazione con la Lega.
     
     
     
    Si ricordi: la Nazione ha bisogno sempre di una guida valida, imperturbabile ed avulsa da contumelie di vario tipo. Onorevole Berlusconi il popolo italiano, sin dai tempi dell’ unità d’ Italia, vede alla guida ed alla buona amministrazione dello Stato una classe politica capace, che si ponga SOLO al servizio della gente per il Bene Comune.
     
         Monselice, 5 gennaio 2012 
     
                                                         Con sincera stima
                                                  Adalberto de’ Bartolomeis