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Domini personalizzati, questi sconosciuti

Il 75% delle società non è a conoscenza della liberalizzazione dei domini internet prevista per il prossimo anno. La scelta dell'ICANN di rendere più semplice la registrazione dei domini di primo livello desta ancora molte perplessità e alcuni timori

In molti temono, inoltre, che una liberalizzazione eccessiva dei domini possa portare rapidamente a una sorta di Babele digitale, una condizione che potrebbe complicare non poco l’esperienza degli utenti online. La presenza di domini basati su semplici parole e non marchi di fabbrica come – per esempio – .love, .music aprirebbe inoltre non pochi problemi per la loro attribuzione. In base a quale criterio un dato dominio dovrebbe essere affidato a un dato richiedente piuttosto che a un altro?

Una domanda lecita, che sembra impensierire gli stessi utenti della Rete, come dimostra chiaramente la ricerca statistica realizzata per Gandi.net. Circa il 65% degli intervistati pensa infatti che la liberalizzazione dei domini possa inquinare il Web a causa del moltiplicarsi di domini inutili, mentre il 60% ritiene che l’innovazione promossa dall’ICANN possa difficilmente migliorare la propria esperienza d’uso online. Infine, ben il 46% del campione statistico pensa che il nuovo corso dei domini possa sostanzialmente complicare le cose, arrecando così un danno alla Rete.

Spetterà ora all’ICANN rassicurare gli utenti, ma dimostrare di avere pienamente il polso dell’importante innovazione non sarà semplice. L’istituzione che garantisce la gestione di Internet potrebbe rivelarsi inadeguata nel monitorare e valutare con la dovuta attenzione le richieste per i nuovi domini di primo livello personalizzati. Nel Vecchio Continente voci critiche in tal senso non sono certo mancate, specie all’indomani della nuova linea dettata dalla Commissione Europea, intenzionata a slegare l’ICANN dal governo degli Stati Uniti, il suo principale controllore. Un confronto diretto tra Europea e USA sul tema potrebbe avvenire verso la fine dell’estate, condizionando non poco le scelte nel breve periodo dell’ICANN forse anche sul delicato tema della liberalizzazione dei domini di primo livello.

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