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Il Pay per lead scavalca il Pay per click

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L’evoluzione del Web 2.0 ha decretato la sconfitta del pay per click (solo Google la usa ancora con successo), cioè la pubblicità che funziona solo se viene cliccata, quella per cui gli inserzionisti pagano solo in base agli ingressi effettivi nel proprio sito Internet.

Superata anche la teoria del pay per impression, tipica della comunicazione offline, in cui si paga in base a quante volte è stato visto un banner, a vincere la sfida della pubblicità online, per gli esperti del settore, è il pay per lead: ad ogni utente registrato corrisponde una somma di denaro.

La registrazione identifica se il navigatore è idoneo al target dell’azienda e quindi efficace per le comunicazioni future della stessa. Il pay per lead, utilizzato all’interno di campagne di Web marketing ad hoc, porta direttamente nel CRM i nominativi di contatti commerciali profilati che vogliono ulteriori informazioni sui prodotti o servizi dell’azienda di cui si interessano.

Sono 20 milioni gli italiani e 300 milioni gli europei che cercano su Google e contattano le aziende che si posizionano nelle prime posizioni e che presentano i prodotti in maniera efficace. Questo consente di pagare per contatti davvero utili e non si disperdono le risorse economiche.

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  • 17/06/2009 alle 08:22 #145923
    18/06/2009 alle 07:35 #196951

    Concordo. Infatti mi chiedo come mai molte aziende stiano ancora a meditare se prendere o meno questa strada buttando magari soldi in metodi che non hanno ritorno od il cui ritorno non si può misurare. Prenderei a calci nel didietro, se foissi un imprenditore un po’ sveglio, quel marketing manager o direttore commerciale che non mi trovasse l’azienda che propone questo strumento efficacissimo!!!

    19/06/2009 alle 12:25 #196952

    Martin
    Membro

    Non saprei, sicuramente la riflessione ci sta tutta e il tema mi paice ma a me sembra sempre la stessa minestra. L’unica cosa che conta è la conversione degli utenti. Il Pay per Lead in termini pratici che sarebbe? Pago se uno effetua il call to action? E bene? E’ così innovativo?

    Se strutturo correttamente la landing page e ci faccio arrivare gli utenti ottengo altissime conversioni come scritto sopra, direttamente nel mio CRM ed altamente profilati.

    Il Pay per Click mi aiuta a scremare alla buona i potenziali interessati, il resto avviene sulla landing. Vogliamo chiamare adesso le landing page le Lead Page? Per me va bene ma il succo è sempre lo stesso. Dare alle persone quello che cercano, in maniera onesta, professionale e amichevole.

    Ciao a tutti,
    Martin

    21/06/2009 alle 14:21 #196953

    andreamene
    Participant

    Lavoro nel web-marketing e leggo con piacere che il payperclick va in pensione, MA:
    - il gruppo espresso usa il pay per impression
    - rcs pay per click
    - google pay per click
    - etc
    Scrivere che “gli esperti dicono…” non basta.
    Quali grossi portali usano oggi il pay per lead/sale?

    22/06/2009 alle 11:39 #196954

    Fabrizio ventre
    Participant

    Il problema è che oggi nel Pay per Lead non viene remunerato il rischio d’impresa che a differenza di PPC e PPI è incluso.

    Nel Pay per Click, l’editore fornisce visibilità all’inserzionista e il suo lavoro termina al click del potenziale cliente.

    Nel Pay per Lead, il click diventa solo l’inizio del lavoro e il tutto finisce con la registrazione/acquisto del nostro cliente presso l’inserzionista.

    Ma qui sorge il problema: mentre nel PPC me la gioco interamente nel mio sito, nel PPA in generale sono collegato alla capacità del mio inserzionista a generare un buon ROI.

    Nel PPA di oggi ci sono 4 problematiche principali che rendono sconvenienti qualunque o quasi PPA rispetto ad altre forme:

    1) Il costo dell’inefficienza degli inserzionisti su chi ricade?
    Purtroppo attualmente solo sul publisher mentre andrebbe come minimo ripartita.

    2) un PPA genera un valore aggiunto dovuto al fatto che come tutti sappiamo, si tende a comprare sempre nel solito sito.

    Se io genero un LEAD/ACQUISTO sul sito Mediaworld, quasi sicuramente questo utente comprerà X volte da Mediaworld.
    Consideriamo che già al primo acquisto si viene remunerati X% del reale valore generato, e mai al 100%, quindi in questo caso lo sponsor incassa un guadagno già al primo lead e guadagni extra in tutti i successivi mentre l’editore incassa poco alla prima transazione e nulla per le successive

    3) I PPA a largo utilizzo sono per loro natura a bassa remunerazione per gli editori in quanto bisogna sperare che il ns cookie non venga sovrascritto da quello di altri utenti.

    Chi conosce il settore e-commerce conosce bene che le vendite alla prima visita sono quasi inesistenti e la maggior parte delle vendite si registrano alla II – III visita .

    Mettiamo che il click dal nostro sito genera quella I visita. Passa 1 giorno o 1 mese, l’utente torna nel sito ed effettua la transazione con tanti saluti alla ns commissione

    4) Ordini telefonici e fax

    Può sembrare assurdo online ma in reltà un buon 10-15% degli ordini vengono generati via telefono, fax o altri sistemi.
    In questo caso la ns commissione si perde.

    La mia ripartizione ideale

    Sono convinto che un buon sistema di PPA dovrebbe remunerare al 100-120% l’editore alla prima transazione con questa ripartizione di valore

    - Editore: incassa il 100%-120% di utile della I transazione

    - Sponsor: acquisisce un cliente a costo zero e guadagna su economie di scala e ordini successivi

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