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Scaricava da Kazaa, condanna da 1,92 milioni

Jammie Thomas-Rasset è stata condannata a pagare 1,92 milioni di dollari di risarcimento per aver scaricato illegalmente 24 brani musicali da Kazaa. La cifra sarà divisa tra le sei etichette musicali coinvolte, ma la donna potrebbe ricorrere in appello

Parte dell’impianto della difesa della giovane donna era infatti basato sul tentativo di scaricare le responsabilità dei download verso il suo ex marito, o i suoi figli ancora troppo piccoli per essere processati. Una strategia mirata a instillare nella giuria un ragionevole dubbio per evitare una condanna o attenuarne almeno l’entità, ma rivelatasi con ogni evidenza fallimentare.

Per il medesimo caso, Jammie Thomas-Rasset era già stata condannata nel 2007 a pagare 220mila dollari di danni per i 24 brani incriminati, identificati su un totale di circa 2000 brani dall’accusa. Nel 2008 la sentenza fu però annulata dal giudice che aveva seguito il caso a causa di un vizio di forma processuale, portando dunque alla celebrazione di un nuovo processo. La donna decise di andare avanti rifiutando qualsiasi forma di accordo con la RIAA, una decisione senza precedenti che destò molto scalpore. Le migliaia di cause legali intentate dalla RIAA nel corso degli ultimi anni si sono infatti sempre concluse con un accordo privato tra le parti, solitamente reso possibile dall’esborso di cifre tra i 3.000 e i 5.000 dollari per il pagamento dei danni alle etichette discografiche.

La giovane donna del Minnesota sembra essere comunque determinata a proseguire la sua battaglia legale e potrebbe dunque ricorrere in appello. Secondo alcune indiscrezioni online, i legali di Jammie Thomas-Rasset sarebbero anche intenzionati a sondare il terreno sul fronte RIAA per stringere infine un accordo e dirimere la vicenda. I rumor in tal senso non hanno però trovato al momento alcuna conferma ufficiale.

La sentenza del processo Thomas-Rasset con la condanna all’esborso di una cifra milionaria costituisce dunque un unicum nel panorama delle vicende legali avviate dalla RIAA, e potrebbe rimanere un caso isolato. La Recording Industry Association of America ha infatti deciso di interrompere entro fine anno la strategia delle denunce contro chi condivide illegalmente la musica online, concentrandosi maggiormente sulla prevenzione della pirateria attraverso la collaborazione degli Internet Service Provider.

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  • http://pianetatecnologia.blogspot.com/ PianetaTecnologia

    E basta… Ma quali multe..Ci vuole la musica gratis!!!

  • ziofrag

    tanto gli artisti si rifanno con i concerti, milano u2 biglietto 75?, penso sia eccessivo, ma dato che non li ho mai visti…i soldi persi dalla pirateria se li rifanno facendo pagare di più gli eventi live

  • sonounostrinato

    2 milioni per delle canzoni? se avesse ucciso qualcuno quanto le avrebbero dato?

  • http://pianetatecnologia.blogspot.com/ PianetaTecnologia

    se avesse ucciso qualcuno è facile: niente! qualche annetto di carcere..

  • http://www.zattix.com Silvio

    Dovrebbero far pagare mezzo mondo allora…

  • alberto

    se uno ruba 10 euro non ne può pagare 2 milioni anche se li ha messi in bella vista, ormai non stupisce niente, lei è colpevole solo di una minima parte, da dimostrare qunti download siano stati generati da tale gesto, ed anche se si dimostrasse che ci sono stati 2000 download la prova deve coinvolgere tutti li utenti in causa, cioè 2000 utenti, ma non credo che sia possibile tutto ciò, allora prendiamo una vittima delle case discografiche e creiamo un danno, consideriamo poi che il brano digitalizzato non è un originale , ne ha le caratteristiche di tali, se diamo valore di originale ad un brano come l’mp3 allora siamo degli stupidi, perchè ci sono delle frequenze che vengono tagliate, una dimensione ridotta, ma di originale non se ne parla proprio, certo è che un brano sputtanato perda di valore, ma è come una fuga di notizia,se la sanno tutti quella notizia non ha più valore, e potrei continuare per ore tanto non c’è più onestà in questo mondo, solo molta confusione e tanti inganni, qualcuno poi mi dica se ad un compleanno vi venisse in mente di regalare un cd masterizzato rispetto ad uno originale, ve lo dico io fareste una figura di gran merda quindi, anche con la nostra crisi andremmo sempre a comprarlo il cd o dvd, ultima cosa da dire ma i soldi della siae su ogni cd che compriamo allora a che servono? 50 centesimi ogni supporto circa che sono il pizzo anche se creo un documento word, addirittura un cd mi costa quanto un litro di benzina, ma sono solo parole buttate nel gabinetto, io produco una tesi universitaria e poi per portarla al professore universitario devo pagare anche la siae sul cd, c’è qualcosa che non va e qualcuno alle nostre spalle ci sta più che mangiando ma mi fermo qua prima che una verità passi per un istigazione e mi accusino di qualche reato

  • Stefano

    Le conveniva andare a fare una rapina, rubarsi il/i cd con le canzoni, e magari ammazzare tutta la fila in coda alla cassa, più la cassiera che voleva i soldi… avrebbe dovuto comunque pagare molto molto meno per avere la libertà…

    Welcome to RIAA…

  • matteo

    allora mi immagino tutto il resto degli internauti… ci sarebbe gente che dovrebbe pagare miliardi di dollari!

  • Andy

    Comunque mi sembra che la signora sia stata una vittima scelta… come dire “noi possiamo prendere una donna, madre di famiglia e colpevole di aver scaricato qualche canzone… pensate cosa possiamo fare a tutti voi”.

  • Pasquale

    Se permettete, un pensiero poetico: “Chist ‘so pazz!”.
    E chest’ è!

  • http://www.aleantonelli.altervista.org Gabbianone94

    Se ne avesse scaricate 50 quanto gli avrebbero chiesto?