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Il Grande Fratello iraniano arriva dall’Occidente

Secondo il Wall Street Journal, una joint venture tra Nokia e Siemens avrebbe fornito all'Iran buona parte delle soluzioni tecnologiche per realizzare un centro di monitoraggio delle informazioni scambiate online. Un sistema utilizzato intensivamente

La presenza di un sistema in grado di effettuare un monitoraggio così approfondito delle informazioni scambiate online sembra giustificare l’estrema lentezza delle connessioni iraniane, dieci volte più lente del normale, e la decisione del governo di Teheran di non precludere in maniera massiva l’accesso al Web ai propri cittadini. A differenza della Cina, dedita a un controllo preventivo dei contenuti online e alla limitazione dell’accesso ad alcune risorse in Rete, l’Iran avrebbe dunque messo in campo un sistema molto più sofisticato – realizzato grazie alle conoscenze di alcune società occidentali – e finora non utilizzato in queste forme apparentemente in nessun altro paese del mondo. Il governo di Pechino deve del resto confrontarsi con una realtà molto variegata e con diverse centinaia di milioni di connessioni, mentre l’Iran conta una media di 20 milioni di utenti che utilizzano un’unica infrastruttura tecnologica sulla quale il governo sembra avere il pieno controllo.

Le indiscrezioni e gli elementi portati alla luce del WSJ mettono ancora una volta in evidenza quanto le nuove soluzioni tecnologiche possano consentire ad alcuni governi di intensificare il loro controllo sulla Rete. Tali politiche di monitoraggio sono generalmente poco trasparenti e avvengono all’insaputa degli utenti, fiduciosi di utilizzare un mezzo di comunicazione libero e lontano dagli sguardi indiscreti della censura e delle autorità. Il caso specifico sull’Iran mette inoltre in una difficile posizione la joint venture Siemens – Nokia, che in un depliant descriveva così le proprie tecnologie alle autorità iraniane: «Un sistema in grado di monitorare e intercettare tutte le tipologie di comunicazione vocali e di dati su qualsiasi network».

Le due società hanno confermato di aver abbandonato questa specifica area di business durante lo scorso marzo, vendendo i principali asset a una azienda di Monaco. A causa della scarsità di informazioni provenienti dall’Iran, al momento non è dato sapere con certezza in quale misura i sistemi forniti da Siemens e Nokia siano stati utilizzati per la realizzazione del discusso centro di monitoraggio.

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  • Paolo

    Il primo mondo si propone come il veicolo di democrazia, moralità, “politicamente corretto”, ecc. ecc. e blah, blah, blah, ma sappiamo bene che per arrivare ad essere il primo mondo abbiamo dovuto commettere molte nefandezze e ancora ne commettiamo dove la legge lo permette o non lo vieta esplicitamente.
    È facile, per esempio, condannare una qualsiasi dittatura “terzomondista” e gridare allo scandalo, farisaicamente stracciandosi le vesti, ma quando la si aiuta ad operare c’è poco da scandalizzarsi e, scusate se la metto su questo piano, ma fuori dall’Europa, l’uomo comune che osserva i fatti vede degli europei commettendo misfatti, non tedeschi, svedesi o altro.
    Che piaccia o no, è cosí.
    Bye, bye