L’Europa Digitale ci salverà dalla crisi
Viviane Reding ne è convinta: se si faranno regole giuste e se il mercato investirà nella giusta direzione, l'Europa Digitale sarà il centro gravitazionale in grado di catapultare fuori l'UE dalla crisi economica. Grandi opportunità sono dietro l'angolo
Una volta descritto il modo di procedere, la Reding traccia anche gli obiettivi di medio termine, quelli che dovranno essere portati a compimento dalla prossima Commissione, quelli che partoriranno i frutti delle opere messe in cantiere in questi anni.
- I contenuti devono essere più facili da raggiungere e più appetibili. Il tutto con un occhio di riguardo a quelli che sono i problemi relativi alla pirateria: «Mentre molti detentori dei diritti insistono sul fatto che ogni download non autorizzato sia una violazione della proprietà intellettuale e quindi illegale o criminale, altri insistono sul fatto che l’accesso alla rete sia un cruciale diritto fondamentale. Lasciate che sia chiara su questo: entrambe le posizioni sono nel giusto. Il dramma è che dopo lunghe ed infruttuose battaglie entrambe le parti hanno conservato le proprie posizioni, senza alcun segno di apertura all’altra fazione». Quella della Reding è una vera e propria tirata d’orecchi alla ricerca di soluzioni che dovrebbero provenire dal mercato. Perché, spiega il Commissario, È il mercato a dover capire che gli utenti vanno coinvolti e non respinti, abbracciati e non perseguiti. Secondo la Reding occorre pertanto anzitutto omologare le regole degli stati membri relativamente alla proprietà intellettuale (aspetto richiesto più volte ad alta voce da Apple, gruppo costretto a negoziare singolarmente i diritti per ogni singolo paese); inoltre servono regole precise per incoraggiare la digitalizzazione dei libri, portando a disposizione di tutti la cultura conservata nelle biblioteche e che Google ha già tentato di far propria con contrastate iniziative;
- Una priorità assoluta è la creazione di una piattaforma mobile per i pagamenti, aprendo così ad una marea di opportunità oggi inespresse;
- Il mercato digitale va aperto anche alle piccole imprese, oggi tagliate fuori ma potenzialmente molto interessate al settore. In ballo ci sono 100 milioni di posti di lavoro e gran parte del tessuto economico e sociale dell’Unione Europea;
- Il digitale deve portare ad un’economia più pulita, più rispettosa dell’ambiente, meno dispendiosa a livello energetico. La sola adozione della videoconferenza nelle pratiche quotidiane potrebbe far risparmiare il 20% dei viaggio: tempo, carbone e denaro risparmiati a vantaggio di tutti.
Secondo la Reding l’Europa potrebbe farsi protagonista nei prossimi anni di un «piccolo miracolo economico». Le opportunità son chiare a tutti, le istituzioni devono preparare il campo e la psicologia, in fede alle teorie di Ludwig Erhard, rappresenterà il traino per solleticare imprese e utenti ad investire. Nessun dubbio, nessuna esitazione: «Credo che sia venuto il momento, ora». L’Europa Digitale, secondo la Reding, è «dietro l’angolo».
Se vuoi aggiornamenti su L’Europa Digitale ci salverà dalla crisi inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

















