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Il mistero (risolto) del logo di Google e della “O” rapita dagli UFO

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Nel mondo di Internet ci vuole poco per creare un caso, basta infatti un nulla, una piccolezza o un dettaglio per aumentare all’inverosimile l’attenzione e destare la curiosità di milioni di siti, blog, forum e utenti in giro per il mondo.

Ed è un po’ quello che è accaduto sabato scorso, quando la home page di Google presentava un logo diverso dal solito, una cosa non certo nuova per il colosso di Mountain View, che è solito modificare la propria pagina principale per dare spazio ad un particolare avvenimento di cui ricorre un anniversario, ma stavolta trovare una tale corrispondenza non era così semplice.

Stavolta infatti il logo era stato modificato aggiungendo una navicella aliena disegnata nell’atto di “rapire” una delle due “O” della scritta “Google”.

Un “mistero” resosi ancora più fitto a causa dell’assenza di un particolare avvenimento in quella giornata, cosa che ha fatto letteralmente “scervellare” i navigatori di tutto il mondo nel tentativo di capire il motivo di tale modifica. Una curiosità resa ancora più spasmodica a maggior ragione in quanto si trattava di UFO, ovvero di argomenti divenuti negli anni quasi un sinonimo di “mistero” per molti appassionati nel mondo.

L’unico “indizio” che Google aveva dato era d’altronde un semplice messaggio su Twitter recante questo contenuto: “1.12.12 25.15.21.18 15 1.18.5 2.5.12.15.14.7 20.15 21.19”. Un indizio che definire criptico è dir poco.

Va da sé quindi che in rete ci si è sbizzarriti su cosa quell’immagine potesse rappresentare: c’era chi ipotizzava che si celebrasse il festival dell’UFO di Exter, c’era chi affermava che rendesse omaggio all’anniversario del primo sbarco degli alieni sulla terra, secondo alcuni avvvenuto proprio il 5 settembre, mentre c’era anche chi, forse con un po’ di fantasia, si è spinto ad ipotizzare un “assalto” di Google a Twitter vedendo una specie di analogia tra l’aspirazione della “O” del logo e l’inglobamento del sito di microblogging nella galassia Google.

Tutte ipotesi fantasiose, alcune un po’ ai limiti della razionalità a dire il vero, ma che di certo hanno attirato l’attenzione del mondo della rete in questi giorni, almeno fino alla spiegazione fornita da cnet, che ha dato una chiave di lettura certamente meno “fantascientifica”, ma più razionale e plausibile.

A quanto sembra, gli indizi numerici del post lasciato su Twitter dovrebbero essere letti sostituendo ad ogni numero la corrispondente lettera dell’alfabeto, in questo modo si avrebbe la frase “All your O are belong to us”, cioè “Tutte le vostre O apprtengono a noi”.

Un’espressione che quindi aveva l’intenzione di parafrasare le parole pronunciate in uno sparatutto di origine giapponese chiamato Wing Zero, durante il quale uno dei protagonisti affermava qualcosa di simile a quanto scritto da Google, con una frase, a dire il vero nata da un errore di traduzione dal giapponese, che recitava così: “Tutte le vostre basi appartengono a noi”.

Era quindi Wing Zero l’oggetto di cui Google festeggiava una ricorrenza, precisamente il ventesimo anniversario dall’uscita. Un mistero risolto che a questo punto ha poco di misterioso, con buona pace degli amanti degli UFO, i quali magari si sarebbero aspettati qualche importante contributo da parte di Google ma che invece saranno rimasti un po’ delusi.

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