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Catricalà: Google trovi un accordo per le news

L'Antitrust italiana, tramite Catricalà, ha inviato un messaggio sufficientemente diretto a Google: o si cercherà una mediazione con gli editori italiani, oppure il Garante dovrà intervenire, peraltro con misure definite come pesantemente sanzionatorie

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Così come Google sta cercando un accordo con gli editori e gli autori statunitensi, allo stesso modo cerchi di chiudere in modo pacifico la vertenza sollevata dagli editori italiani. Quello di Antonio Catricalà, Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sembra un avviso in piena regola: se Google non troverà un accordo con chi contesta la versione italiana di Google News, l’Antitrust potrebbe dover agire. E non sarebbe un intervento indolore.

Le dichiarazioni di Antonio Catricalà giungono in occasione di un seminario organizzato da ItaliaFestival come contributo all'”Anno Europeo della Creatività e Innovazione”. Il Garante ha infatti espresso una propria fondamentale posizione in relazione alla denuncia proveniente dalla Federazione Italiana Editori Giornali: «Vedo che negli Usa e in altri paesi Google ha avviato trattative con gli editori ipotizzando di dare un riconoscimento per l’uso delle notizie. Io spero che anche in Italia si imbocchi questa strada per chiudere senza troppi incidenti questa che è una procedura altamente sanzionatoria».

Ad oggi l’Antitrust non ha ancora mosso le pratiche per approfondire la questione. L’unico atto dovuto è stato l’accertamento del coinvolgimento della sezione italiana di Google, ad cui ne è conseguita una notifica circa l’estensione del caso a Google Inc. Nella delibera si segnalava inoltre come Google avrebbe avuto 30 giorni di tempo per spiegare al Garante le proprie ragioni. La richiesta di audizione deve avvenire 7 giorni prima della decorrenza dei termini, il che avvalora la sensazione per cui quello di Catricalà possa essere un esplicito invito per i legali di Mountain View: se entro la prossima settimana non verrà richiesta alcuna udienza l’Antitrust procederà senza aver sentito le posizioni della difesa. Una partenza in svantaggio che, a questo punto, Google potrebbe voler evitare.

L’Antitrust ha sottolineato peraltro l’incombenza di una «procedura altamente sanzionatoria», il che va comunque rapportato alla mano solitamente leggera dell’Antitrust italiana. Il tutto verrà però commisurato ai 12 milioni di fatturato di Google nel nostro paese.

La denuncia della FIEG, insomma, sebbene minata da alcune determinanti incongruenze, potrebbe sortire una qualche conseguenza. E la proposta “Fast Flip” potrebbe presto vedere la luce anche nel nostro paese, ove proprio su Google News si è chiesto al team di Mountain View un intervento chiarificatore trasparente e deciso.

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