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Ecco come il Web ha cambiato il giornalismo

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La rivoluzione mediatica del giornalismo è sotto gli occhi di tutti. Contenuti generati dagli utenti, video amatoriali, streaming in diretta, podcast, blog, Twitter, discussioni nei social network: anche per i giornalisti più “tradizionalisti” non si tratta più di alzare barricate per impedire che tutto cambi. Ormai tutto è già cambiato, ed è tempo per gli operatori dei media tradizionali di sfruttare al meglio le opportunità offerte dai new-media.

L’European Digital Journalism Survey 2009 è uno studio, scaricabile gratuitamente dal sito Europeandigitaljournalism.com, che, attraverso le testimonianze di 350 giornalisti di tutta Europa (esclusa l’Italia…) ha cercato di definire in che modo sia cambiato il ruolo del giornalista.

Mentre in Italia la dicotomia tra media tradizionali e new media sembra ancora nutrirsi di polemiche più o meno sensate e le posizioni dei puristi-tradizionalisti e degli innovatori ad ogni costo rimangono spesso arroccate agli antipodi, in Europa la situazione sembra ben diversa. Lo studio, infatti, testimonia come le realtà editoriali dei giornalisti intervistati abbiano già assimilato il cambiamento.

Allo stesso modo, è cambiata la consapevolezza del proprio ruolo da parte dei giornalisti che, per esempio, hanno capito come, nel mondo dei social media, le esclusive diventino più importanti che mai, così come le analisi rispetto alla semplice presentazione dei fatti.

Interessanti, per finire, i grafici e le informazioni relative a come la crisi economica ha cambiato negli ultimi mesi il giornalismo e i modelli di business degli editori, cosa che ha avuto come conseguenza, per esempio, la richiesta di una maggiore produttività per i giornalisti.

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