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Microsoft, nuovo brevetto per i DRM sul P2P

Lo US Patent and Trademark Office ha da poco approvato un brevetto presentato da Microsoft per la gestione dei DRM sulle reti peer-to-peer. Il sistema prevede l'utilizzo di chiavi pubbliche e private da combinare per ottenere una licenza

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Un brevetto presentato da Microsoft e da poco approvato potrebbe portare i DRM verso una nuova vita. Lo US Patent and Trademark Office ha accettato un brevetto che descrive un nuovo sistema legato al digital rights management sulle reti peer-to-peer in grado di utilizzare chiavi pubbliche e private per criptare i file, e consentirne dunque l’esecuzione solo da parte degli utenti autorizzati. La proposta da poco approvata potrebbe consentire a Redmond di rilanciare l’utilizzo del p2p attraverso nuove forme commerciali tese a disincentivare la pirateria.

Definito semplicemente con il titolo “Digital rights management system”, il brevetto fu presentato da Microsoft nel mese di ottobre del 2003. A sei anni di distanza, il documento è stato infine approvato, ma nel frattempo il panorama della musica digitale è cambiato sensibilmente. Nonostante il dibattito intorno ai DRM non si sia mai del tutto esaurito, i principali protagonisti della musica digitale online hanno optato per sistemi maggiormente aperti e per la diffusione dei brani musicali senza protezioni. In tal senso, la decisione di Apple e di Amazon di abbandonare progressivamente i DRM ha portato a un notevole cambiamento sia da parte delle etichette discografiche, per lungo tempo arroccate su posizioni intransigenti, sia da parte degli utenti che hanno nella maggior parte dei casi adottato i sistemi a pagamento e legali per il download della musica online.

Eppure, in un contesto molto diverso da quello del 2003, il brevetto di Microsoft da poco approvato potrebbe rivelarsi utile per rendere legale lo scambio di alcune tipologie di file, principalmente musica e video, sulle reti peer to peer. Il brevetto viene così descritto dalla società di Redmond: «In un sistema DRM convenzionale, le richieste per l’acquisizione di una licenza sono elaborate da un server centralizzato dedicato alla gestione delle licenze. Ciò rende il server centralizzato per le licenze carico di lavoro, complesso e costoso da mantenere e gestire e lo rende un passaggio debole nel sistema DRM. Per esempio, un malfunzionamento del server centralizzato potrebbe rendere inutilizzabili i normali servizi legati ai DRM. Inoltre, i piccoli produttori di contenuti, come un membro di una catena peer-to-peer, potrebbero non essere in grado di affrontare il costo per l’utilizzo di un server centralizzato per le licenze».

Il documento prosegue ricordando che: «I network peer-to-peer sono diventati un sistema popolare per condividere grandi quantità di dati, come i file musicali che sono spesso disponibili per il download attraverso siti web dedicati al p2p. Buona parte delle reti peer-to-peer, tuttavia, non possiedono un sistema per il controllo degli accessi o una soluzione per il digital rights management. Di conseguenza, le reti p2p possono contribuire alla violazione del diritto d’autore […] Vi è dunque la necessità di realizzare una infrastruttura legata alla distribuzione pubblica delle licenze per i DRM».

Il sistema proposto da Microsoft comprende l’utilizzo di licenze parziali per la gestione dei DRM. Il sistema fornisce i file con una chiave pubblica che deve essere poi combinata con una chiave privata posseduta dall’utente. La combinazione delle due chiavi rende completa la licenza e consente dunque la riproduzione del contenuto multimediale condiviso. L’adozione di un sistema simile, secondo Redmond, potrebbe consentire l’implementazione di un sistema legale per la condivisione sul p2p in grado di incentivare l’acquisto delle licenze, necessarie per poter riprodurre i file scaricati.

Una nota finale contenuta nel brevetto ricorda come il nuovo sistema possa essere ulteriormente implementato anche per usi diversi da quelli ipotizzati negli esempi allegati alla documentazione. La gestione delle licenze dei DRM proposta da Microsoft potrebbe essere dunque utilizzata anche per altre tipologie di file scambiate sulle reti peer-to-peer.