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IBM diventa low cost per l’Africa

IBM ha da poco presentato Client for Smart Work, una nuova suite di applicativi basata su Ubuntu e progettata per sfruttare al meglio le soluzioni hardware dei netbook. L'insieme di applicativi per le aziende sarà distribuito sul mercato africano

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Mentre il progetto di Nicholas Negroponte per il computer da 100 dollari prosegue tra alti e bassi, un nuovo grande protagonista dell’informatica fa capolino nelle soluzioni low cost per i paesi in via di sviluppo. IBM ha da poco presentato alcune nuove soluzioni software basate su Linux ed espressamente concepite per aiutare le imprese del continente africano. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Canonical, la società fondata da Mark Shuttleworth per promuovere le soluzioni open source come Ubuntu.

Il nuovo IBM Client for Smart Work è stato progettato per non gravare eccessivamente sulle soluzioni hardware, generalmente limitate, dei netbook e dei client maggiormente datati. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, numerose società africane hanno optato per l’adozione dei netbook non solo per ragioni di praticità, ma anche per motivi economici. I piccoli computer portatili hanno un costo inferiore rispetto ai PC tradizionali e richiedono generalmente anche minori investimenti per la loro manutenzione. Condizioni ideali per le società africane impossibilitate a effettuare grandi investimenti nei loro comparti IT.

La nuova suite di applicativi sviluppata da IBM sfrutta il sistema operativo Ubuntu e offre numerose applicazioni open source per la produttività. Oltre a un client per la posta elettronica, Client for Smart Work comprende un applicativo per la produzione dei testi, un software per la creazione dei fogli di calcolo, alcuni strumenti per la comunicazione online e la compatibilità con i principali social network. Alle caratteristiche disponibili in locale si aggiungono alcune funzionalità messe a disposizione in remoto. Tali soluzioni “cloud” consentono di incrementare il livello di collaborazione tra gli utenti anche quando si trovano distanti tra loro, una condizione che interessa spesso gli impiegati delle società africane. La suite sarà inoltre compatibile con Verde, il sistema di virtualizzazione messo a punto da Virtual Bridges.

«Le società nei mercati emergenti sono alla ricerca della libertà e flessibilità offerta dagli standard aperti. Il nuovo IBM Client for Smart Work parte da questo presupposto offrendo standard aperti e soluzioni per il computing basate sul Web, consentendo alle persone di lavorare in maniera più intelligente a prescindere dal dispositivo» ha dichiarato Bob Picciano, general manager della divisione IBM Lotus Software. E proprio le soluzioni LotusLive.com saranno offerte da IBM alle società disposte a pagare un abbonamento mensile pari a 10 dollari. Tale soluzione consentirà di potenziare ulteriormente le funzioni cloud sfruttando i sistemi per la condivisione dei file, la messaggistica istantanea e le videoconferenze.

Oltre alle aziende, IBM mira anche alle istituzioni scolastiche, alla pubblica amministrazione, agli ospedali e alle università. Stando alle prime informazioni, infatti, una rete di fornitori locali di servizi provvederà a diffondere il nuovo Client for Smart Work anche nel sistema dei servizi pubblici dei paesi africani. Tale operazione potrebbe consentire alla società di raggiungere rapidamente un ampio bacino di utenti, utile per diffondere rapidamente le proprie soluzioni. Verificata la risposta sul mercato africano, IBM potrebbe poi decidere di estendere il proprio servizio in altri paesi del pianeta in via di sviluppo.

Secondo la società, l’adozione di Client for Smart Work potrebbe consentire agli utenti di risparmiare circa il 50% rispetto a un sistema proprietario basato su Windows. I prezzi per l’adozione della suite basata su Ubuntu non sono stati diffusi da IBM. Le differenti configurazioni richieste e le scelte commerciali dei singoli fornitori locali potranno influire sul prezzo finale.

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