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Twitter vale 1 miliardo di dollari

Secondo la proiezione derivante dall'ultima raccolta fondi organizzata da Twitter, il gruppo vale oggi 1 miliardo di dollari, cioè 4 volte tanto rispetto all'inizio del 2009. Il gruppo, nel frattempo, intende rinunciare alla pubblicità almeno fino al 2010

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Twitter vale un miliardo. La quotazione è stata attribuita al gruppo tramite una raccolta fondi utile a far cassa per finanziare i futuri investimenti e la futura crescita del gruppo. Crescita che, auspica il team di Biz Stone, sarà ancora forte: se ad oggi Twitter raggiunge 30 milioni di utenti, la speranza è di crescere fino a coinvolgere tutta quella popolazione del web che ancora non ha conosciuto i social network ed il micro-blogging. E questa crescita non può avvenire senza una adeguata base finanziaria.

La copertura in questa nuova tornata è stata assicurata da un intervento congiunto di Insight Venture Partners (la figura principale nell’investimento), T. Rowe Price, Spark Capital ed Institutional Venture Partners: in tutto la raccolta raggiunge la quota di 100 milioni di dollari, anche se la cifra non sarà attualmente utilizzata: secondo il New York Times «Twitter non ha strettamente bisogno del capitale: la raccolta precedente aveva raggiunto i 55 milioni di dollari e ne sono stati spesi soltanto 25». Trattasi pertanto di una raccolta preventiva, in previsione delle spese che verranno nel momento in cui occorrerà estendere strutture e capitale umano.

Il dato più importante nel calcolare il valore ipotetico del gruppo è relativo alla tornata precedente di raccolta fondi: lo scorso Febbraio il valore di Twitter aveva raggiunto i 255 milioni di dollari, mentre a distanza di appena sei mesi tale somma risulta già quadruplicata.

In occasione della 140:Twitter conference, nel frattempo, Biz Stone ha immediatamente fatto leva sui fondi in entrata per annunciare che almeno per quest’anno la pubblicità non farà la propria comparsa sulle pagine del servizio. Twitter, spiega Stone, intende introdurre nuovi servizi ed offrire nuove opportunità soprattutto al mondo del business. La pubblicità, quindi, rimane l’ultima frontiera che per ora Twitter intende negare a sé stesso per favorire al massimo la crescita e l’affermazione delle potenzialità del servizio.

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