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Cassinelli: modifichiamo il diritto d’autore

L'on. Roberto Cassinelli ha annunciato una proposta di legge con la quale intende apportare sostanziali modifiche alla normativa italiana sul diritto d'autore. Il nuovo impianto dovrebbe incoraggiare l'uso privato e la diffusione online delle opere

«Onorevoli colleghi! L’articolo 27 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 10 dicembre 1948, nel riconoscere ad ogni individuo il «diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici» e, contestualmente, il «diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore», evidenzia quale intima correlazione esista tra la libertà di accesso alla cultura e la tutela dell’autore, in guisa tale che l’un diritto non possa mai escludere l’altro». Viene introdotta così la nuova proposta di legge (pdf con cui l’on. Roberto Cassinelli, tra i più attenti alle dinamiche della rete negli ultimi mesi, tenta di cambiare una delle normative più discusse e zoppicanti della nostra legislazione: quella regolante il diritto d’autore.

I motivi che hanno spinto al tentativo sono spiegati sul blog dell’onorevole, il quale vede nelle leggi sul copyright un intervento obsoleto e soffocante sulle nuove tecnologie: «Da tempo auspico una organica riforma legislativa che giunga a trovare il giusto equilibrio tra la tutela dei diritti di autori ed editori e la tutela dei diritti degli utenti. Una tale riforma sarebbe di una complessità tecnico-giuridica tal da necessitare evidentemente di un lungo processo di lavoro e, aggiungo, difficilmente potrebbe svolgersi in Parlamento: ritengo che, come è prassi fare in casi come questo, la strada migliore sarebbe una delega al Governo dai principi ben chiari». Il tutto parte però da una presa di coscienza necessaria: il diritto d’autore non può essere regolato con efficacia riducendosi al semplice contesto nazionale. Solo un intervento internazionale sul tema potrà davvero sbloccare tutto il valore che le nuove tecnologie possono apportare, tuttavia un incipit italiano sarebbe il benvenuto nel caso in cui si ponesse da capofila per avviare un cantiere di discussioni sulle modifiche necessarie alla legislazione esistente.

La proposta Cassinelli verte su tre punti:

  • «Digitalizzazione e messa a disposizione degli utenti in rete dei materiali contenuti nelle biblioteche»;
  • «Liberalizzazione dell’utilizzo delle opere tutelate dal diritto d’autore per finalità di didattica, ricerca scientifica, critica e discussione»;
  • «Promozione e valorizzazione delle applicazioni del web 2.0 e dei contenuti creati dagli utenti (vedansi Wikipedia, Youtube, ecc.)».

«La necessità di fornire un quadro normativo diverso che, nei limiti di compatibilità con l’ordinamento comunitario, tuteli i nuovi linguaggi abilitati dalla tecnologia non vuole in alcun modo tradursi nell’imposizione di un sacrificio dei diritti degli autori, ma solo salvaguardare quella libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero che, in ogni modo e forma, è tutelata dalla nostra Carta costituzionale». La proposta affonda le radici in due documenti differenti. Da una parte v’è il documento adottato dalla Commissione Europea nel 2008 “Il diritto d’autore nell’economia della conoscenza“, una approfondita analisi sulla necessità di diffondere in rete la conoscenza; dall’altra vi sono le conclusioni della Commissione sul Diritto d’autore e le nuove tecnologie, commissione oggi sciolta ma dalla cui eredità prende forma e sostanza l’odierna proposta di legge.

Nella relazione che accompagna la proposta si indicano due principi che sembrano essere alla base dell’intero impianto:

  • Riequilibrio dei diritti dell’autore e dell’utente finale:
    «Appare evidente la necessità di procedere, conformemente agli indirizzi comunitari, a un riequilibrio delle prerogative dell’autore con quelle dei fruitori delle opere, anche al fine di tutelare compiutamente diritti costituzionalmente protetti, quali il diritto personale alla libertà e alla dignità umane, il diritto alla cultura e alla
    ricerca scientifica e tecnica, il diritto alla libera manifestazione del pensiero e il diritto alla libera iniziativa economica»;
  • Le norme devono adattarsi al contesto odierno ed alle nuove tecnologie:
    «Gli interessi che sono tutelati dal diritto d’autore e dalle utilizzazioni libere devono essere protetti come diritti fondamentali e, pertanto, in uno Stato regolato da una Costituzione rispettosa del cittadino, devono coesistere con la tutela degli altri diritti parimenti fondamentali secondo un ordinato modello di valori, equilibrato e aperto, che per sua stessa natura deve mantenersi sempre adeguato alle specifiche condizioni socio-culturali di convivenza del proprio tempo».

Se vuoi aggiornamenti su Cassinelli: modifichiamo il diritto d’autore inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://www.similgoogle.com/ Similgoogle

    Bah, mi sembra fantastico, ma purtroppo sono solo parole. Vedremo gli sviluppi.

  • Clod

    Grande Cassinelli!!Speriamo che si passi ai fatti…

  • http://aleantonelli.altervista.org Gabbianone94

    Speriamo che il politico italiota di turno non rovini tutto.

  • mex

    1) queste sono intenzioni.
    2)di buone intenzioni sono lastricate le vie del purgatorio.!!!
    3)sempre le leggi presentate , quando escono dal parlamento, (salvo i decreti legge, e quelle votate con voto di fiducia) escono irriconoscibili,”"tradotto”"colpiscono dove dovevano proteggere.???
    4) già attualmente, chi utizza fraudolentamente il diritto d’autore , per fare commercio, –utili — viene sanzionato, pesantemente.!!
    5)la nostra police postale, è (merito suo) tra mle tre più brave al mondo ,a scoprire reati, informatici.!!!
    6)perchè, a chi fa comodo rivangare un campo ,già arato bene??

  • http://web.napontadalingua.pro.br Paolo Dodet

    Sarebbe ora che in Italia si facesse qualcosa in merito, anche se come giustamente fa presente l’onorevole, il discorso esce dal circolo di responsabilità nazionali per imporsi come un fatto di responabilità internazionale. Tuttavia, una presa di posizione italiana farebbe molto bene alla salute della materia in ambito internazionale, sarebbe un caso autorevole di soluzione di un caso che si presenta come intricato da molto tempo.
    Speriamo bene.

    @mex
    Non sapevo che in Italia si dicesse che “di buone intenzioni sono lastricate le vie del purgatorio”. Sono italiano ma, non l’avevo mai sentito, però qui in Brasile si dice che “di buone intenzioni sono lastricate le strade dell’inferno”.
    Per rimanere nell’ambito dei detti popolari, vedendo la tua sfiducia a rispetto dell’efficienza del governo italiano in ambito legislativo (e chi non ce l’avrebbe?) mi sono ricordato di un’altro detto popolare brasiliano che dice piú o meno cosí “un gatto scottato ha paura dell’acqua fredda”.
    Ciao