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Facebook Connect diventa traduttore per siti web

Facebook ha da poco esteso la propria fortunata funzione Translations a tutti i siti web che utilizzano il suo servizio Connect. L'iniziativa consentirà ai proprietari dei siti di far tradurre i propri contenuti agli utenti del social network

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Consentire ai siti web che utilizzano Facebook Connect di far tradurre i propri contenuti dagli iscritti al social network. È questo il nuovo e ambizioso progetto lanciato dal celebre portale sociale per estendere ulteriormente la propria presenza online e diffondere con maggiore capillarità i servizi della funzione Connect. L’iniziativa ricalca molto da vicino la strategia messa in campo negli ultimi anni dal social network per la traduzione dei propri contenuti.

A partire dal 2008, Facebook introdusse Translations, una applicazione concepita per affidare direttamente agli utenti del social network il processo di traduzione e localizzazione della piattaforma in altre lingue oltre all’inglese. L’iniziativa raccolse un immediato successo e consentì di creare una versione localizzata di Facebook in spagnolo in due settimane e una versione francese in appena 24 ore. Il processo continuò nel corso dei mesi successivi e ora, a meno di due anni dall’introduzione di Translations, il celebre social network è disponibile in 65 lingue, una condizione che ha consentito a Facebook di espandere considerevolmente il proprio bacino di utenti.

«Translations per Facebook Connect è disponibile come strumento gratuito per gli sviluppatori su scala globale per semplificare il processo di traduzione di un sito web, IFrame o FBML in qualsiasi delle lingue fino a ora supportate da Facebook. Per esempio, con Translations per Facebook Connect, gli uffici del turismo locali o i siti di viaggi che desiderano attrarre maggiori visitatori stranieri per il periodo delle vacanze possono utilizzare questo framework per tradurre i loro siti e offrire automaticamente i contenuti agli utenti nella loro lingua dopo aver effettuato il login con Facebook Connect» si legge nella sezione del social network dedicata agli sviluppatori.

Facebook Connect translations

Per utilizzare la nuova funzione, i proprietari di siti web dovranno inserire nelle loro pagine alcune porzioni di codice HTML con JavaScript. Translations per Facebook Connect consentie di tradurre non solo i siti, ma anche le applicazioni e i widget online. Terminata l’integrazione del codice, occorre indicare le lingue nelle quali si desidera tradurre il proprio spazio online e sottoporre infine i testi alla community degli utenti di Facebook che desidereranno dare il loro contributo per la traduzione. Alcune API consentono di gestire rapidamente la fase di invio dei testi da tradurre e di raccolta delle versioni tradotte, che potranno essere visionate dal proprietario del sito web prima di essere pubblicate.

Quando effettueranno il login in un sito web che supporta Facebook Connect, gli utenti avranno così la possibilità di visualizzare i contenuti di quello specifico spazio online tradotti nella lingua con la quale utilizzano il social network. Tale possibilità potrebbe indurre un maggior numero di utenti a iscriversi a Facebook per poter visualizzare le pagine web tradotte dagli utenti, maggiormente precise rispetto alle traduzioni in automatico, e potrebbe spingere un maggior numero di proprietari di spazi online ad adottare la funzione Facebook Connect.

Se condotta con la medesima attenzione con la quale fu gestita la traduzione da parte degli utenti delle versioni localizzate del social network, l’iniziativa potrebbe consentire a Facebook di rilanciare sensibilmente la propria presenza sui siti web a scapito del concorrente Google Friend Connect. Mountain View fatica ancora a far affermare il proprio strumento “social” e potrebbe tardare non poco nell’introduzione di una funzione per le traduzioni analoga a quella di Facebook. Gli sviluppatori del social network, infatti, hanno già inoltrato allo US Patent & Trademark Office una richiesta per brevettare la loro applicazione Translations. Il sistema è ora all’esame dell’ufficio brevetti e, ottenuto il via libera, potrebbe consentire a Facebook di portarsi sensibilmente avanti rispetto alla concorrenza del colosso delle ricerche online.

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